— No, Nick — disse Bline — ma… tutto sommato ci berrò sopra qualcosa.
Nick annuì e li lasciò. Bline si abbandonò sulla spalliera e si rivolse a Sweeney. — Sarebbe bene che foste più cauto, Sweeney.
— Ritengo che abbiate ragione, capo. Ma penso sinceramente che quell’uomo non sia normale. Ecco perché non lo sopporto e volevo dimostrarvelo.
— È naturale che non poteva parlare sul serio, minacciando di uccidervi: non lo avrebbe detto davanti a me se lo avesse pensato sul serio. Voleva soltanto impaurirvi.
— Vorrei esserne sicuro — disse Sweeney. — Se è sano di mente, sì. Ma, Squartatore o no, non scommetterei sulle sue condizioni psichiche.
— E per quel che riguarda voi personalmente?
Sweeney rise. — Posso essere squilibrato, ma non sono pazzo. — Si alzò. — Mi sembra che ci sia stato abbastanza movimento per una sola serata. Sono del parere di andarmene a casa.
— La vostra porta ha una buona serratura?
Sweeney lo scrutò. — Voi dovreste saperlo già. A meno che io non l’avessi lasciata aperta, l’altra sera, quando avete preso in prestito il mio rasoio.
Anche Bline si alzò. — Vi accompagnerò per un pezzetto di strada. Mi farà bene un po’ d’aria.