Sweeney Che Cammina Nella Luce Del Giorno. Ancora quel pensiero. Sweeney sudava, e non solo per il caldo, ed emanava cattivo odore, lo sentiva benissimo. Gli facevano male i piedi ed era tutto uno sporco dolore, dentro e fuori, in cima e in fondo. Sweeney Che Cammina Nella Luce Del Giorno.

Attraversò il Loop, a sud fino alla Roosevelt Road: non osava fermarsi. Alla Roosevelt Road, girato l’angolo verso est, camminò fino all’ingresso di una casa-albergo e vi entrò. Suonò un campanello dei tanti posti in fila vicino all’ingresso e attese lo scatto della porta interna che veniva aperta. Salì tre piani di scale e giunse a una porta socchiusa, da cui sporgeva una testa calva. La faccia sotto la testa calva, quando scorse Sweeney spuntare dalle scale, ebbe una smorfia di disgusto e un secondo dopo la porta si chiudeva sbattendo. Sweeney continuò a salire sostenendosi al muro con una mano sporca e quando fu davanti alla porta prese a bussare energicamente. Continuò per un buon minuto, poi fu costretto a prendersi la fronte con le mani, abbandonandosi contro il muro. Si riprese dopo qualche istante e ricominciò a bussare più forte di prima. Qualcuno arrivò ciabattando vicino alla porta, all’interno. — Vattene all’inferno o chiamo la polizia.

Sweeney continuò a picchiare. — Chiamala, bellezza — gridò. — Andremo dal giudice e ci spiegheremo.

— Cosa diavolo vuoi?

— Apri — ripeté Sweeney, bussando ancora più forte.

Una porta nell’atrio si aprì e apparve la faccia sconvolta di una donna. Sweeney continuò a picchiare all’uscio, finché la voce dall’interno borbottò: — Va bene, va bene. Aspetta un secondo. — I passi si allontanarono, poi si riavvicinarono alla porta e finalmente la chiave girò nella toppa.

La porta si aprì e l’uomo calvo si tirò indietro. Indossava un informe accappatoio e delle pantofole scalcagnate e, a quanto pareva, niente altro. Era un poco più basso di Sweeney, ma teneva la mano destra in tasca e questa era stranamente gonfia. Sweeney entrò e richiuse con un calcio la porta dietro di sé. Avanzando fino al centro della stanza in disordine e girandosi intorno, disse dolcemente: — Ohi, Goetz.

L’uomo calvo stava ancora accanto alla porta. La sua risposta fu un brontolio: — Cosa diavolo vuoi?

— Venti dollari — replicò Sweeney. — Sai perché. O hai bisogno che te lo ripeta sillabando?

— Venti dollari un corno! Se credi che te li dia io! E se hai ancora in mente quella maledetta corsa e quel maledetto cavallo, te l’ho già detto che non ho potuto puntare la scommessa. Ti ho ridato i tuoi cinque dollari e tu li hai presi.