— Willie no, ma Harry sì.
— Ditelo a Willie. Potete parlare e dirlo a Harry. Se Harry c’è.
— Benone — rispose Sweeney. — Bevi con me?
— Volentieri.
— E fammi gli auguri!
— Certo — ripete il barista — volentieri: auguri!
— Grazie.
— Di che cosa?
Sweeney rise e si sentì meglio. Voltato l’angolo, bussò a una porta massiccia, che si aprì di uno spiraglio minimo, lasciando intravedere una faccia, i cui occhi, non particolarmente gradevoli a vedersi, erano all’altezza dei capelli di Sweeney. Sotto quegli occhi c’era un naso rotto, e sotto il naso un paio di grosse labbra che brontolarono: — Sìì? — mettendo in mostra dei denti spezzati.
Sweeney esclamò: — Willie Harris. Non sapevo che il Willie alla porta fosse Willie Harris.