— Sì. Che cosa vuoi?
— Diavolo, Willie. Non ti ricordi di me? Ho seguito tre dei tuoi incontri, quando ero allo sport. Bill Sweeney: allora ero al “Tribune”.
La porta si aprì un po’ di più, quindici centimetri invece di dieci.
— Sì? — ripeté Willie.
I pugni, pensò Sweeney. Disse: — Certo, non puoi ricordarti tutti i giornalisti che ti hanno intervistato. Senti, Willie. Vorrei parlare con Harry Yahn. Per affari. Non per divertimento. Lui mi conosce: digli che Bill Sweeney vuole parlargli. Bill Sweeney.
Frasi così brevi e chiare le avrebbe capite anche Willie. Rispose: — Sweeney. Vedrò.
— Bill Sweeney, ricordatelo, Willie. Bill Sweeney.
La porta si chiuse.
Sweeney si appoggiò al muro e accese una sigaretta. Era arrivato alla metà, quando la porta si riaprì completamente. Willie guardò fuori per assicurarsi che non vi fosse nessun altro insieme con Sweeney. — Bene, vuole parlarti.
Guidò Sweeney lungo un breve corridoio, fino a una porta. — Là dentro. Avanti.