Provò la porta della baracchetta, ma neanche lì vi fu risposta. Però era aperta: vi era solo un gancio all’interno e Sweeney lo alzò dalla fessura ed entrò. Un angolo era chiuso da un paravento per evidenti ragioni e nell’angolo opposto, senza alcun riparo o divisione, vi era la rudimentale doccia descritta dallo sceriffo.

Un cordone appeso accanto alla porta serviva per accendere e spegnere la luce, una lampada nuda in mezzo al soffitto. Sweeney l’accese e vide sul muro di fronte, tra la doccia e il paravento, il punto su cui era finito il colpo di fucile: ci era stato inchiodato sopra un pezzo di tappezzeria.

Tornò a guardare nell’angolo della doccia e rabbrividì immaginando una figura come la sua statuetta, a grandezza naturale, diversa solo perché di un morbido biancore, invece che di dura materia nera, là, in piedi, urlante, con le tenere braccia rotonde tese in un indicibile terrore, per ripararsi. Spense la luce e chiuse la porta. Non c’era da meravigliarsi che la povera creatura ne fosse impazzita.

Tornò alla casa e bussò di nuovo. Poi si avvicinò alla casa vicina e bussò anche lì. Gli aprì un uomo dai grossi baffi rigidi, al quale Sweeney domandò se sapesse se Charlie Wilson era a casa o sarebbe tornato presto.

— Dovrebbe tornare presto, credo. L’ho visto andare in città due ore fa e torna sempre a casa a prepararsi la cena; non mangia in città.

Sweeney lo ringraziò e tornò alla casa dell’artista. Erano le cinque e cominciava a far buio; poteva aspettare o fare qualunque altra cosa gli saltasse in mente.

Sedette sul gradino d’ingresso e depose la bottiglia incartata sull’erba accanto al gradino, resistendo al desiderio di aprirla prima dell’arrivo di Charlie.

Erano le sei ed era sceso il crepuscolo, quando vide giungere Charlie. Lo riconobbe facilmente dalla descrizione di Henderson: un metro e mezzo e cinquantadue chili. Sembrava ancora più piccolo, forse perché non era ubriaco, almeno in apparenza.

Di età poteva andare dai venticinque ai quarantacinque anni, pensò Sweeney, mentre quello si avvicinava. Era senza cappello e i capelli spettinati avevano il color della paglia; gli abiti erano malconci e la barba risaliva ad almeno due giorni prima. Gli occhi avevano uno sguardo vitreo.

Sweeney si alzò in piedi. — Il signor Wilson?