— Perché… oh, sì. Alla nostra pazzia, Charlie.
Toccarono i bicchieri e bevvero, e Sweeney si rimise a sedere.
Charlie fissava il bicchiere vuoto. — La vera pazzia è orrenda, Sweeney. Quell’assassino, coperto di sangue, con il coltello ricurvo in mano… E Bessie… era così viva. E vederla andare in pezzi… forse non è giusto dire andare in pezzi, perché implica l’idea di un progredire graduale. Invece lei è diventata pazza in un attimo, davanti a quell’esperienza. Le dicevamo di vestirsi, perché era nuda quando… ma voi avete visto la statuetta, lo sapete… Io credo che sia stato un bene che sia morta, Sweeney. Io almeno preferirei cento volte morire, che impazzire come ha fatto lei.
Si strinse la testa fra le mani.
— Terribile — mormorò Sweeney — e aveva diciannove anni.
— Venti, allora. E quando è morta nella clinica, quattro anni fa, ne aveva ventuno. Ed era bella. Non un angelo, certo. Era selvaggia, qualche volta. I nostri genitori erano morti quando io avevo ventiquattro anni e Bessie quindici, dieci anni prima. Lei è andata da una zia, che ha cercato di educarla, ma poi se ne è scappata a St. Louis. Però con me si faceva viva spesso. E quando cinque anni dopo si è trovata nei guai, è da me che è venuta. Era… be’, quella faccenda con il pazzo l’ha portata fuori di carreggiata. — Alzò gli occhi. — Forse è molto meglio che ormai ne sia fuori: la vita può essere un inferno.
Sweeney si alzò e batté sulla spalla di Charlie. — Non pensateci più, andiamo! — Versò un altro bicchiere a entrambi e infilò quello di Charlie nella mano di lui.
Andò in giro per lo studio a esaminare i dipinti appesi, da vicino. Non erano male, per niente male.
Charlie riprese a parlare. — Eravamo vicini, molto vicini, molto di più di quanto non siano di solito fratello e sorella. Non abbiamo mai mentito uno con l’altro. Lei mi aveva raccontato tutto quel che aveva fatto a St. Louis e tutti gli uomini che aveva incontrato. Era stata cameriera e poi corista in una commedia musicale; ed era quello il suo mestiere quando si è accorta di aspettare un figlio. Allora è venuta qui. E poi quel miserabile scappato…
— Non parlatene più, basta — ordinò secco Sweeney.