Se lei avesse risposto, anche per dichiarare inutilmente di non capire il suo discorso, Sweeney si sarebbe sentito meglio, ma la donna non parlò. Si tolse gli occhiali e la parrucca e li posò sul tavolino accanto alla porta. Scosse la testa, e i capelli biondi ripresero le loro morbide pieghe. Lo fissava gravemente, ma in silenzio.
Sweeney aveva la gola secca e dovette schiarirsi la voce prima di riuscire a parlare. — Deve essere stato Greene, sia pure con un altro nome. E si è innamorato di voi pazzamente. Un amore davvero folle, tanto da distruggere la propria carriera per restare con voi. O forse aveva combinato qualche guaio che lo costrinse per forza a lasciare la professione. Siete al corrente che Doc scrisse a vostro fratello che eravate morta? E anche oggi Charlie crede alla vostra morte. Ma Greene deve avere firmato dei documenti per portarvi fuori della clinica e ha lasciato il suo posto per accompagnarvi a Chicago. Deve aver creduto di avervi guarita fin dove era possibile guarirvi, ma presumeva di riuscire a dominarvi e a controllarvi come psichiatra. Infatti lo poteva e lo ha fatto, immagino, finché è accaduto un fatto nuovo a sua insaputa che vi ha sconvolto la mente. Era un tipo molto intelligente, Iolanda. Scommetterei che la coreografia del vostro ballo col cane l’ha creata lui. Ed è buona, maledettamente buona. Mi sono domandato per qualche tempo perché non vi procurasse scritture migliori… ma deve essere stato per non correre rischi facendovi diventare famosa, in una simile situazione. A ragion veduta vi tratteneva in un ambiente di second’ordine, come a ragion veduta aveva nascosto i vostri veri rapporti di medico e di ammalata, col diventare agente teatrale e trovarsi altri clienti.
Sweeney si schiarì la gola di nuovo, sempre sperando che lei parlasse. Non parlò: lo guardava soltanto. Ed il cane lo fissava con un bagliore giallo, pronto a scattare alla minima parola o gesto della sua padrona, o al minimo movimento di Sweeney.
Egli riprese: — E voi siete stata bene fino a quel giorno, due mesi fa, quando siete entrata per caso nel negozio di Raoul e avete comperato da Lola Brent la statuetta. L’avete riconosciuta, Iolanda, quella figura?
Pensava che a questo avrebbe potuto rispondere. Non lo fece.
Sweeney trasse un profondo respiro e al lieve movimento delle sue spalle il cane cominciò a ringhiare. Sweeney si immobilizzò e la bestia tacque.
Riprese di nuovo a parlare. — Bessie, quella statuetta l’ha creata vostro fratello Charlie e voi ne siete stata il modello. Rappresentava quasi alla perfezione i vostri sentimenti quando… quando accadde il fatto che vi fece impazzire. Non so se vi siate riconosciuta in quella figura e abbiate compreso che era opera di Charlie. Ma il vedere quella statua distrusse tutto ciò che Doc Greene aveva fatto per voi. Solo che nella vostra mente si è operata una trasposizione. Nel vedere voi stessa, nella statuetta, come una vittima, nel vedervi dall’esterno in quella condizione, vi siete trasformata dentro di voi nell’aggressore, l’essere armato del coltello. La donna che vi ha venduto la statuetta era una bella creatura bionda e la vostra mente si è fissata su di lei. Siete uscita, avete comperato un coltello e avete aspettato, con l’arma nella borsetta, finché l’altra non è comparsa. Era stata licenziata e non c’è voluto molto perché giungesse. L’avete seguita fino a casa e l’avete uccisa, così come lo Squartatore di Brampton avrebbe ucciso voi, se Charlie non avesse sparato. Così…
Dal «così» non c’era più dove dirigersi e la parola rimase sospesa nel silenzio. Quando fu stanco di restare attaccato a quel «così», Sweeney ricominciò a parlare. — Portaste la statuetta a casa e… ne avete fatto un idolo, vero, Iolanda, o qualcosa di simile? Forse lo adoravate con dei riti basati sul coltello? O no?
Ancora nessuna risposta ed egli ebbe l’impressione che quegli occhi, fissi su di lui, luccicassero nell’ombra. Continuò a parlare, perché aveva paura di quel che sarebbe accaduto quando avesse smesso.
— E avete ucciso altre due volte. Ogni volta una bella donna bionda. Ognuna di loro era passata davanti a voi in State Street poco prima di venir uccisa. E sono certo che ogni volta voi uscivate da un rito con l’idoletto, dopo il quale scendevate nella strada, seguivate e uccidevate la prima donna che passava, che fosse bionda e bella e rispondesse alle esigenze della vostra follia. Ed è stato solo dopo il terzo assassinio che Doc Greene ha scoperto o ha compreso improvvisamente che voi eravate colpevole. Ancora non sapeva della statuetta, ma in un modo o nell’altro riuscì a ricostruire la vera personalità dello Squartatore e ne fu allarmato: se la verità fosse stata risaputa, si sarebbe trovato in un mare di guai. Quanto a voi, vi avrebbero semplicemente rinchiusa in manicomio, ma Doc… non so quali accuse gli avrebbero mosso, ma ce n’erano a dozzine. Lo avrebbero schiacciato. Perciò fece un tentativo disperato. Sapevate, Iolanda, che era stato lui ad aggredirvi quella notte?