Se soltanto avesse risposto…
Continuò lui: — Doc ha tentato una cura estrema: lo choc. Ha pensato che il venir di nuovo aggredita potesse capovolgere la vostra fissazione, o per lo meno farvi rientrare nel tipo di pazzia precedente. E tutto sarebbe stato meglio che vedervi omicida. Forse aveva immaginato di riuscire a vincere e stroncare qualunque istinto criminale in voi. Perciò quella notte vi aggredì nell’atrio. Non fece uso naturalmente di un normale rasoio o coltello, perché non intendeva farvi del male. Deve aver adoperato un pezzo di legno, direi, con una lama di rasoio, sporgente non più di un paio di centimetri, così da produrre una ferita superficiale. E, per quanto eterodossa, la sua cura aveva ottenuto un risultato fino a un certo punto. Se avesse saputo allora quello che significava veramente la statuetta per voi e l’avesse portata via mentre voi eravate all’ospedale, forse voi non avreste di nuovo perduto la ragione. Ma non lo sospettava finché io non ho pubblicato il pezzo stamattina sul giornale. E deve aver tremato per tutto il tempo che io riuscissi a scoprire la verità, per quanto fingesse, tenendosi in contatto con me, di prodigarsi per la cattura dello Squartatore per sapere voi al sicuro da ogni pericolo. Ci siamo molto divertiti Doc e io. Sono veramente addolorato che…
Trasse un lungo sospiro e riprese: — Ma quando ha letto il giornale di oggi, Doc ha capito l’importanza della statuetta e ha capito che era stata il motivo della vostra pazzia omicida, perciò ha deciso di portarvela via subito. Nel pomeriggio è venuto a casa vostra, con una scatola vuota, per mettervela dentro. Non voleva che lo vedessero uscire con un pacco, non introdotto già da lui, non voleva che chiunque vi fosse di guardia potesse domandare che cosa conteneva il pacco. Ha giocato ancora la sua vita per voi e questa volta ha perduto. Ha trovato la statuetta, sul cassettone o sulla scrivania o dovunque voi la tenevate, assieme al coltello. Li stringeva in mano tutti e due e quella vista di lui che toccava il vostro feticcio, vi ha fatto… sì, vi ha fatto scatenare Demonio, che lo ha ucciso.
Sweeney gettò un’occhiata a Demonio e dopo avrebbe preferito non averlo fatto. Tornò a guardare Bessie Wilson. — Voi non sapevate con certezza se fosse morto o vivo, laggiù nel cortile, e non sapevate che cosa avrebbe svelato alla polizia, perciò siete scappata. Ma Doc non vi ha dato la colpa. Invece, sapendo che stava per morire, ha preso la colpa su di sé al vostro posto e ha detto di essere lui lo Squartatore. Deve aver pensato o sperato che, una volta spezzata la statuetta, voi sareste stata a posto anche senza di lui.
La fissò e aprì la bocca per rivolgerle la domanda vera. — Sei tu? E ora stai bene?
Ma non ebbe bisogno di formularla. La risposta era là, negli occhi di lei.
Pazzia.
La mano destra della donna salì al fermaglio della lampo, lo trovò, diede uno strappo e la vestaglia le cadde a terra, in un cerchio intorno ai piedi nudi. Sweeney trattenne il respiro per un attimo, come aveva fatto nella notte in cui l’aveva scorta dai vetri.
Allungando la mano dietro di sé, la donna aprì un cassetto del mobile e vi frugò dentro. Quando trasse la mano, brandiva un coltello, un coltello nuovo, affilato, lungo una ventina di centimetri.
Era una sacerdotessa officiante nuda con il coltello sacrificale.