Sweeney sudava. Cominciò ad alzare le mani, e il cane ringhiò e si rattrappì per lo slancio prima ancora che si fosse mosso. Rinunciò a muovere anche un dito.
Parlò di nuovo con voce calma e piana, e sicura. — Non farlo, Iolanda. Non sono io quello che tu vuoi uccidere. Non sono né biondo né bello. Non sono un’immagine di Bessie Wilson aggredita da un pazzo… — Sorvegliava gli occhi di lei e comprese che lei non ascoltava e non afferrava una sola parola del suo discorso, che le facoltà normali della sua mente si erano spezzate, chissà quando. Al momento in cui egli aveva taciuto, la donna aveva fatto un passo avanti e si era fermata pronta, con il coltello alzato, ma le parole, il suono della voce l’avevano fermata. Il fluire delle parole l’aveva incantata, non il loro significato. Forse, se continuava a parlare… Lei avanzava di nuovo, il coltello brandito. Di nuovo Sweeney accennò appena un passo indietro e di nuovo il cane ringhiò e si preparò a saltare.
— Ottantasette anni fa — disse Sweeney — i nostri padri crearono su questo continente una nuova nazione, concepita nella libertà e basata sul principio dell’uguaglianza umana…
Iolanda si era fermata di nuovo, in una immobilità quasi catalettica. Il sudore scorreva sui fianchi di Sweeney, da sotto le ascelle. — E ora — continuò — siamo impegnati in una grande guerra civile, che testimonia come… la nazione… È tutto quel che ricordo. Mary aveva un agnellino; il vello era bianco come la neve…
Finita la cantilena di Mary e l’agnellino, passò a brani del Rubaiyat, poi al monologo dell’ Amleto. A un certo punto si rese conto di potersi anche ripetere e dopo un certo tempo si avvide del fatto che, spostandosi di un millimetro per volta, poteva lentamente arrivare al muro, contro il quale gli sarebbe stato almeno possibile appoggiarsi.
Ma gli era impossibile spostarsi anche di un millimetro solo verso Iolanda o verso la porta. Né poteva alzare le mani.
Dopo qualche tempo, un lungo tempo, la sua gola era così stanca che non poteva più parlare. Ma continuò come poteva, a ogni costo. Se avesse taciuto anche per dieci secondi, sarebbe stata la morte.
Dalla piccola finestra della stanza, di fronte a lui, Sweeney vedeva l’oscurità esterna. Dopo alcuni anni, un orologio in qualche posto batté la mezzanotte. Secoli e secoli dopo, alla finestra apparve il primo bagliore di luce.
— Sotto un fronzuto albero di noce — continuava rauca la voce di Sweeney — stava il fabbro del villaggio. E il fabbro era un grand’uomo, sotto l’albero di noce. Una rosa di qualunque tipo disperderebbe inutilmente il suo profumo in un deserto. E tutto il nostro passato è disseminato di errori lungo la via che conduce alla morte. Quando il pasticcio fu tagliato, tutti quanti si misero a cantare…
Tutti i muscoli del suo corpo doloravano. In quella poca luce di ragione che gli era rimasta, si meravigliava che Iolanda potesse restare così immobile, in piedi, incredibilmente bella, incredibilmente nuda: catalessi, certo, ipnosi, tutto quel che volete, pure era difficile crederlo…