Il sorriso si allargò. — Naturalmente no, signor Sweeney. Da quando sono diventato uomo, ho messo da parte i giochi infantili, come dice il grande poeta.

— È la Bibbia — corresse Sweeney — non Shakespeare.

— Grazie, Sweeney. Voi siete proprio, come io temevo leggendo il vostro pezzo, un uomo intelligente. E anche, come ho temuto leggendo il vostro nome, un irlandese, con la testa dura. Se vi dicessi, veniamo pure al fatto, se vi dicessi di non occuparvi di Iolanda, diventereste ancora più ostinato. — Alzò un dito per farsi riempire di nuovo il bicchiere e continuò: — Qualsiasi accordo sarebbe inutile: anche il dirvi che è inutile da parte vostra cercare di avvicinare la mia, diciamo, cliente. Come voi avete potuto osservare, Iolanda non è priva di fascino. La cosa è stata provata da esperti.

— State facendovi dei complimenti, Doc.

— Forse, e forse no. In ogni caso, non stiamo trattando dei miei rapporti con Iolanda.

Sweeney bevve un altro sorso di birra e rispose: — Ora tocca a me meravigliarmi. Di che cosa stiamo discutendo? Mi pare che non ci siamo incontrati qui per parlare della pubblicità per qualche altro vostro cliente. E voi stesso avete detto che tentare degli accordi sarebbe altrettanto inutile che indicarmi la vanità dei propositi che secondo voi io ho in mente. Allora, perché siete venuto qua?

— Per conoscervi, Sweeney. Quando ho letto il vostro articolo, ho capito, e io sono una specie di psicologo, che voi sareste stato una spina nel mio fianco. C’era nel vostro pezzo un qualcosa di indefinibile… come Dante avrebbe potuto scrivere di Beatrice o Abelardo di Eloisa.

— E Casanova di Ginevra, se fossero vissuti nello stesso secolo. — Sweeney sorrise appena. — Sapete, Doc, mi siete tanto odioso che cominciate a piacermi.

— Grazie — rispose Greene — è proprio quel che anch’io provo per voi; lasciatemi dire che ognuno di noi ammira le capacità dell’altro. O almeno, voi ammirerete le mie, quando mi conoscerete meglio.

— No, le ammiro già, specie la vostra linea di condotta — replicò Sweeney — immensamente. L’unica cosa di voi che odio sono i vostri visceri.