— Brutta storia! — disse Sweeney e, traendo di tasca una busta e una matita, scrisse: Vuoi bere qualcosa? e porse il messaggio a Sammy.

— Gesù Cristo! — esclamò Sammy Cole, non senza profondo rispetto. Per chiunque fosse stato ad ascoltare, era una risposta oscura, ma Sweeney prese dalla tasca posteriore la bottiglia che aveva comperato in drogheria e che era ancora piena per tre quarti, e la porse a Sammy. Sammy gliela restituì vuota e, pulendosi le labbra col dorso della mano, domandò: — Che cosa volete sapere?

— Non lo so — rispose Sweeney — è questo il problema: che non lo so nemmeno io. Ma da qualche parte devo ben cominciare. Quando hai visto Lola per l’ultima volta?

— Quella mattina stessa, mi pare, verso mezzogiorno; quando stava andando a lavorare.

— A lavorare? Eri ridotto così a terra da mandare a lavorare lei?

— Insomma… sì e no. Io mi stavo occupando di un affare che prometteva di essere piuttosto grosso, perché ero stanco del piccolo lavoro, fatto tanto per mangiare. Il progetto che avevo, poteva darci una sistemazione, se andava bene, e mandarci a passare l’inverno in Florida. Potete anche ridere, ma ero deciso a rigare diritto dopo il colpo. Per Lola, perché a lei non piacevano i colpi. Per questo lei provvedeva al necessario, mentre io preparavo il piano.

— Anche lei aveva da lavorare in questo piano?

— No. Ero soltanto io. Ma per lei avevamo trovato un lavoretto piccolo, tanto per gli spiccioli, che ci fruttava un centinaio di dollari alla settimana, all’incirca. Quando è morta, si occupava proprio di quello.

— Dove? Che lavoro era?

Sammy Cole si passò la lingua sulle labbra e si chinò con sguardo interrogativo verso la tasca di Sweeney, ma questi scosse la testa e allargò le mani. Sammy sospirò e riprese a parlare. — Era un negozio di articoli da regalo, in Division Street. Si chiama “Da Raoul”. Era il primo giorno che ci lavorava, perciò non ne so che quel poco che mi ha raccontato il giorno prima, quando era andata a presentarsi, e quel che ho visto io alle sei, quando sono andato a dare un’occhiata, come eravamo d’accordo, per il lavoro: quel “Raoul” è una miniera di roba!