— Non poteva essere stata rubata da estranei?

— Quasi impossibile. Era alta venticinque centimetri e, per quanto fosse sottile, aveva le braccia tese in avanti e sarebbe stato molto difficile nasconderla sotto la giacca, mentre in una tasca non sarebbe mai potuta entrare. Non era assolutamente uno di quegli oggetti che vengono scelti dai ladruncoli soliti, ve lo assicuro. Inoltre, la Brent mi aveva detto che un solo cliente era stato nel negozio. Io non avevo alcun dubbio, signor… signor…

— Sweeney. Allora l’avete accusata di aver venduto la statuetta e di essersi tenuti i soldi?

— Che altro dovevo fare? L’ho avvertita che non avevo la minima intenzione di denunciarla e che l’avrei lasciata andare senza noie, se solo mi avesse permesso di perquisirla nella stanza del retro.

— Le avete trovato addosso il denaro?

— No. Ma quando ha visto che ero pronto sul serio a chiamare la polizia se non avesse confessato, ha ammesso il furto: i ventiquattro dollari, in un biglietto da venti e quattro da uno, li aveva nascosti in una calza. Un nascondiglio squisitamente femminile.

— Allora non l’avete perquisita?

— Ma sì che l’avevo fatto, avevo soltanto dimenticato quel particolare. Ma poi, dato che lei stessa aveva ammesso la sua disonestà, come potevo sapere se non aveva venduto anche qualcos’altro? Non potevo mettermi a inventariare il negozio; poteva per esempio aver venduto cinquanta dollari di chincaglierie e aver nascosto il denaro nell’altra calza o nel reggiseno o altrove.

— L’avete fatto?

— No. O almeno io non ho trovato altro denaro, fuorché pochi dollari nella borsetta, che sono propenso a credere anche ora che fossero proprio suoi. Era piuttosto restia a farsi perquisire, ma quando comprese i motivi della mia insistenza, si mostrò ragionevole e non era poi tanto ingenua da pensare che io volessi procedere alla perquisizione per… un qualsiasi altro motivo. Voi mi capite, credo.