Sweeney rise. — La polizia non va a raccontare alla gente le proprie storie. Ecco perché ho voluto parlare con voi invece che con loro. Comunque, vi è sembrato che Lola Brent mostrasse di riconoscere qualcuno dei clienti entrati in negozio quel pomeriggio, finché eravate presente?
— No, sono quasi assolutamente sicuro di no.
— Com’era la statuetta? Una figura femminile, a quanto ho capito, ma con o senza vestiti?
— Senza. Proprio senza, se mi capite.
— Credo di capire — rispose Sweeney — vi sono anche donne che riescono senza vestiti a essere più nude delle altre. È un dono di natura.
Raoul alzò al cielo le mani in gesto espressivo. — Non voglio assolutamente dire che quella statuetta fosse anche in minima parte pornografica o eccitante. Anzi, aveva un che di virgineo, in un modo tutto suo particolare.
— Questo mi confonde — replicò Sweeney. — Quante maniere esistono dunque di essere vergini? Credevo di sapere ormai tutto in proposito, ma…
Raoul sorrise. — Una stessa qualità può essere espressa in molte maniere. In questo caso particolare, la verginità era espressa attraverso il terrore, la paura, l’urlo. La verginità, o forse meglio la virginalità…
— Che differenza c’è? — interruppe Sweeney, ma rispose a se stesso per primo. — Aspetti, credo di aver compreso: una è una dote fisica, l’altra è spirituale. Giusto?
— Infatti. Possono coesistere oppure no. Molte donne sposate sono virginali, anche se non più vergini, perché non sono mai state toccate realmente: solo l’atto materiale si è verificato. Mentre, al contrario, una giovanetta che sia fisicamente virgo intacta può essere ben lontana dalla virginalità, se i suoi pensieri… mi seguite?