— Voi che cosa credete che usi lo Squartatore? Un coltello o un rasoio?
— Mah… — rispose Sweeney, alzandosi. — Quanto vi devo? — Pagò e uscì nel torrido sole di agosto, dirigendosi verso l’indirizzo che aveva letto sul giornale. Il locale aveva un aspetto scintillante: le scritte al neon, di un rosso malinconico nel sole, proclamavano che quello era il locale di Susie, dove le vetrate esagonali erano riparate all’interno da pesanti tende, e portavano in mostra pudiche fotografie rappresentanti impudicissimi esemplari di femminilità. Se ci si provava, dai vetri sfaccettati si poteva anche guardare nell’interno. Ma Sweeney non provò: spinse addirittura la porta ed entrò. C’erano fresco e oscurità, e mancavano i clienti. Un barista ciondolava ozioso dietro il bar, all’estremità del quale sedevano due ragazze, vestite una di rosso e l’altra di paillettes biancodorate. Nessun bicchiere appariva davanti a loro, e tutti si voltarono a scrutare Sweeney, quando entrò.
Egli sedette su uno sgabello a metà del bar e posò sul banco un biglietto da cinque dollari. Subito il cameriere si avvicinò, e la ragazza vestita di rosso si preparò a scendere dal proprio sgabello. Il cameriere la superò in velocità e Sweeney fece in tempo a chiedergli whisky e selz, prima che quella, ormai sullo sgabello vicino a lui, esclamasse: — Ciao.
— Ciao — rispose Sweeney. — Sola?
— Questo devo dirlo io, tocca a me. Mi puoi offrire da bere, se vuoi.
Sweeney annuì, mentre il barista stava già riempiendo il bicchiere, per poi allontanarsi discretamente e lasciarli in solitudine. La fanciulla in rosso rivolse a Sweeney un sorriso luminoso. — Sono felice che sei venuto. È stato sempre un mortorio oggi, da quando sono arrivata. Andiamo a sederci in uno dei salottini? Mi chiamo Tess, te lo dico, così ci siamo presentati. Su, andiamo in un salottino, e Joe ci porterà…
— Conoscevi Stella Gaylord?
Troncando la frase a metà, la ragazza fissò Sweeney, e domandò: — Non sei un altro poliziotto, vero? Qui pullulavano, dopo quanto è successo a Stella.
— Allora la conoscevi — disse Sweeney. — Bene. No, non sono un poliziotto, sono un giornalista.
— Uno di quegli altri. Posso bere, per piacere?