e per pazzo vanto nel profondo sale
la vita arrischiaste? nè voi uomo alcuno,
nè caro nè discaro, distorre potè
dalla penosa andata, quando remigaste nell’ alto,
la corrente dell’ oceano colle braccia coprendo
misuraste le strade del mare, colle mani batteste,
e scivolaste sopra l’astato. Nelle onde del ghebbo
vagavano i cavalloni d’inverno: voi nel tenere dell’ acqua
sette notti appenàstevi. Egli nel nuoto ti superò,
ebbe più forza. E al tempo mattutino lo