[Extract from Sebastiano Serlio’s Architettura (1551), being the text of ff. 26v-31v of Il secondo libro di Perspettiva, which also contain five woodcuts, representing (A) the profilo or section of a stage (f. 26v), (B) the pianta or ground-plan of the same stage (f. 27v), (C), (D), (E) elevations of a scena comica (f. 28v), scena tragica (f. 29v), and scena satyrica (f. 30). An English translation, through the ‘Dutch’, of the five books of the Architettura was published in 1611, having been entered in the Stationers’ Register by Thomas Snodham on 14 Dec. 1611 (Arber, iii. 473). Each book has a separate imprint, London Printed for Robert Peake and are to be sold at his shop neere Holborne conduit, next to the Sunne Tauerne. Anno Dom. 1611. Each has also a colophon, with slight variants; that of the fifth book, which alone names the printer, is Here endeth the fift Booke: And this also is the end of the whole worke of Sebastian Serlius; Translated out of Italian into Dutch, and out of Dutch into English, at the charges of Robert Peake. Printed at London, by Simon Stafford. 1611. B. W. I do not know whether B. W. conceals the name of a translator. Robert Peake, who also signs an Epistle to Prince Henry, prefixed to the first book, was not a stationer, but a serjeant painter to James. In this translation the Treatise of Scenes occupies ff. 23v-27 of Bk. ii, ch. 3. The title of this book is The second Booke of Architecture, made by Sebastian Serly, entreating of Perspectiue, which is, Inspection, or looking into, by shortening of the sight. The woodcuts are reproduced, with some modifications, especially in details of heraldic decoration.]

(A)

THE PROFILO OR SECTION OF A STAGE

[f. 26v] Per che ne la seguente carta io trattaro delle Scene e de Theatri che a nostri tempi si costumano, onde sara difficile a comprendere doue et come si debbia porre l’ orizonte delle scene, per essere diuerso modo dalle regole passate, ho voluto far prima questo profilo, accio che la pianta in sieme col profilo l’ un per l’ altro si possino intendere; ma sara perho bene a studiare prima su la pianta, et se quelle cose non si intenderanno ne la pianta, recorrere al profilo doue meglio s’ intendera. Primieramente donque io cominciaro dal suolo dauanti: loquale sara a l’ altezza de l’ occhio et voglio que sia piano et e segnato C, et da B fin a l’ A sara lo suolo leuato dalla parte de A la nona parte; et quel diritto piu grosso sopra del qual e M dinota lo muro nel capo della sala. Quel diritto piu sottile doue e P sara lo pariete della scena cioe l’ ultimo. Il termine doue e l’ O e l’ orizonte. La linea di punti che viene ad essere aliuello da L a O doue essa finira nel pariete vltimo della scena, iui sara l’ orizonte, loqual pero seruira solamente per quel pariete, et questa linea sara quella che sara sempre orizonte, alle faccie de i casamenti che saranno in maiesta. Ma quelle parti de i casamenti che scurtiano lo suo orizonte sara quel piu lontano segnato O. Et e ben ragione se i casamenti in effetto han dua facie, lequai spettino a dua lati, che anchora habbino dua orizonti; et questo e quanto al profilo della scena. Ma lo proscenio si e quella segnata D: la parte E rappresenta l’ horchestra leuata da terra mezzo piede. Doue si vede F sonno le sedie de piu nobili. Li primi gradi segnati G saran per le donne piu nobili, et salendo piu ad alto le men nobili vi si metterano. Quel luoco piu spacioso doue e H e vna strada, et cosi la parte I vn altra strada onde fra l’ una e l’ altra quei gradi saranno per la nobilita de gli huomini. Dal I in su li gradi che vi sonno, li men nobili si metteranno. Quel gran spacio segnato K sara per la plebe, et sara magiore et minore secondo la grandezza del luoco; et lo Theatro, et la scena ch’ io feci in Vicenza, furono circa a questo modo, et de l’ un corno a l’ altro del Theatro era da piedi ottanta, per essere questo fatto in vn gran cortile, doue trouai magior spacio, che doue era la scena per essere quella appoggiata ad vna loggia. Li armamenti et ligature de i legnami furono nel modo dimostrato qui auanti, et per esser questo Theatro senza appoggio alcuno, io volsi (per magior fortezza) farlo ascarpa nella circonferentia di fori.

(B)

THE PIANTA OR GROUND-PLAN OF A STAGE

Trattato sopra le Scene.

[f. 27] Fra l’ altre cose fatte per mano de gli huomini che si possono mirare con gran contentezza d’ occhio et satisfationi d’ animo: e (al parer mio) il discoprirsi lo apparato di vna scena, doue si vede in picol spacio fatto da l’ arte della Perspettiua superbi palazzi, amplissimi tempij, diuersi casamenti, et da presso, e di lontano, spaciose piazze ornate di varii edificij, dritissime e longhe strade incrociate da altre vie, archi triomphali, altissime colonne, pyramide, obelischi, et mille altre cose belle, ornate d’ infiniti lumi, grandi, mezzani, et piccoli, secondo che l’ altre lo comporta, liquali sono cosi arteficiosamente ordinati, che rappresentano tante gioie lucidissime, come saria Diamanti, Rubini, Zafiri, Smeraldi, et cose simili. Quiui si vede la cornuta et lucida Luna leuarsi pian piano; et essersi inalzata, che gli occhi de i spettatori non l’ han veduta muouersi: in alcune altre si vede lo leuare del sole, et il suo girare, et nel finire della comedia tramontar poi con tale artificio che molti spettatori di tal cosa stupiscono; con l’ artificio a qualche bon proposito si vedera descendere alcun Dio dal cielo, correre qualche Pianeta per l’ aria, venir poi su la scena diuersi intermedij richissimamente ornati, liuree di varie sorti con habiti strani, si per moresche come per musiche. Tal’ hor si vede strani animali entro de i quali son huomini, et fanciulli, atteggiando, saltando, et correndo cosi bene, che non e senza merauiglia de riguardanti, le quai tutte cose dan tanto di contentezza a l’ hocchio, et a l’ animo, che cosa materiale, fatta da l’ arte, non si potria imaginare piu bella; et di quelle cose poi che siamo in proposito de l’ arte della perspettiua, io ne trattaro alquanto. Pure quantunque questo modo di perspettiua di ch’ io parlaro sia diuerso dalle regole passate, per essere quelle imaginate sopra li parieti piani: et questa per essere materiale et di rilieuo e ben ragione a tenere altra strada. Primieramente per il commune vso si fa vn suolo leuato da terra quanto l’ hocchio nostro; cioe dalla parte dauanti et di dietro si fa piu alto la nona parte, partendo in noue parti tutto il piano, et vna di quelle. Sia leuato il detto suolo dalla parte di drieto verso l’ orizonte, et sia ben piano et forte per causa delle moresche. Questa pendentia io l’ ho trouata commoda con la esperientia, perche in Vicenza (citta molto ricca et pomposissima fra l’ altre d’ Italia) io feci vno Theatro, et vna scena di legname, perauentura, anzi senza dubio, la magiore che a nostri tempi si sia fatta, doue per li merauigliosi intermedij che vi accadeuano, cioe carette, Elefanti, et diuerse moresche, io volsi che dauanti la scena pendente vi fosse vn suolo piano, la latitudine del quale fu piede xij, et in longitudine piedi lx, doue io trouai tal cosa ben commoda, et di grande aspetto. Questo primo suolo essendo piano, lo suo pauimento non vbidiua a l’ orizonte, ma li suoi quadri furono perfetti, et al cominciare dal piano pendente tutti quei quadri andauano a l’ orizonte ilche con la sua debita distantia sminui. Et perche alcuni han posto l’ orizonte a l’ ultimo pariete che termina la scena, il qual e necessario metterlo sul proprio suolo al nascimento di esso pariete, doue dimostra che tutti li casamenti se adunano, io mi sono imaginato di trapassare piu la con l’ orizonte, la qual cosa mi e cosi bene reuscita, che a fare tal cose ho sempre tenuto questa strada, et cosi consiglio coloro che di tal arte se diletterano, a tener questo camino, como nella seguente carta dimostraro, et come ne ho trattato qui adietro nel profilo del Theatro, et della Scena. Et perche gli apparati delle comedie sono di tre maniere, cioe la Comica, la Tragica, et la Satyrica, io trattaro al presente de la comica, i casamenti della quale voglion essere di personagi priuati, liquali apparati per la maggior parte si fanno al coperto in qualche sala, che nel capo di essa vi sia camere per la commodita de i dicitori, et iui si fa lo suolo come qui piu a dietro io dissi, e ne dimostrai lo suo profilo, et qui alianti dimostrero la pianta. Primieramente la parte C e quel suolo piano et poniam caso che vn quadro sia dua piedi, et medesimamente quegli del piano pendente son dua piedi per ogni lato, et e segnato B; e (come ho detto nel profilo) io non intendo di mettere l’ orizonte al pariete vltimo de la scena, ma quanto sara dal principio di esso piano B fin al muro sia trapassato altro tanto di la dal muro con l’ orizonte; et quelle dua linee di punti dinotano lo muro in capo di essa sala, e cosi tutti li casamenti et altre cose haueranno piu dolcezza ne i scurcij, doue tirati tutti li quadri ad esso orizonte, et diminuiti secondo la sua distantia, si leuaran su li casamenti, li quali son quelle linee grosse sul piano, per diritto, et per trauerso; et questi tai casamenti io li ho sempre fatti di telari, sopra liquali ho poi tirato tele, facendogli le sue porte in faccia et in scurtio secondo le occasioni, et ancho ci ho fatto alcune cose di basso rilieuo di legnami che han aiutato molto le pitture, come al suo loco ne trattaro. Tutto lo spacio da li telari al muro segnati A seruiranno per li dicittori, et sempre lo pariete vltimo vuol essere discosto dal muro almen dua piedi, accio li diccitori possino passar coperti; dipoi quanto si trouera alto l’ orizonte, sia tanto alzato vn termino al principio del piano B che sara L et da li a l’ orizonte sia tirata vna linea chi e di punti, laquale sara al liuello, et doue questa ferira nel vltimo pariete: iui sara l’ orizonte di esso pariete: et non seruira perho ad altro telaro: ma la detta linea sia vna cosa stabile, perche questa seruira a tutti quei telari che saranno in maiesta, per trouare le grossezze di alcune cose, ma lo primo orizonte di la dal muro seruira a tutti li scurcij de i casamenti. Et perche a far questo saria necessario a rompere esso muro, ilche non si puo fare, io ho sempre fatto vno modello piccolo di cartoni et legnami, ben misurato et traportato poi in grande di cosa in cosa giustamente con facilita. Ma questa lettione forsi ad alcuno sara difficile, nondimeno sara necessario faticarsi nel far de modelli et esperientie, che studiando trouara la via. Et perche le sale (per grande che siano) non son capaci di Theatri, io nondimeno, per accostarmi quanto io possi agli antichi, ho voluto di esso Theatro farne quella parte che in vna gran sala possi capere. Perho la parte D seruira per proscenio. La parte circolare segnata E sara l’ orchestra leuata vn grado dal proscenio, intorno laquale son sedie per li piu nobili, che son F; li gradi primi G son per le donne piu nobili; la parte H e strada et cosi la parte I. Gli altri gradi son per li huomini men nobili, fra liquali vi son scale per salire piu agiatamente. Quei luochi spaciosi segnati K saran poi per la plebe et saranno magiori o minori secondo li luochi, et come il luoco sara magiore, lo Theatro prendera piu della sua perfetta forma.