E restaron coi brandi ne’ pugni
Sopra mucchi di corpi svenati,
E que’ pugni, quantunque gelati,
Rassembravan disposti a ferir.
Quello sdegno passava nel figlio
Cui fù culla lo scudo del padre,
Ed al figlio diceva la madre,
“Quest’esempio tu devi seguir.”
O tutrice dei dritti dell’uomo,
Che sorridi sul giogo spezzato,
È pur giunto quel giorno beato
Che un monarca t’innalza l’altar!
Tu sul Tebro fumante di sangue
Passeggiavi qual nembo fremente,
Ma serena qual’alba ridente
Sul Sebeto t’assidi a regnar.
Una larva col santo tuo nome
Quì sen venne con alta promessa;
Noi, credendo che fossi tu stessa,
Adorammo la larva di te: