Adorate le vostre catene;
Chi v’invidia cotanto tesoro?
Ma lasciate tranquilli coloro
Che disdegnan sentirsele al piè.
Se verrete, le vostre consorti,
Imprecando ai vessilli funesti,
Si preparin le funebri vesti,
Chè speranza per esse non v’ha.
Sazierete la fame de’ corvi,
Mercenarie falangi di schiavi;
In chi pugna pe’ dritti degli avi
Divien cruda la stessa pietà.
Una spada di libera mano
È saetta di Giove tonante,
Ma nel pugno di servo tremante
Come canna vacilla l’acciar.
Fia trionfo la morte per noi,
Fia ruggito l’estremo sospiro;
Le migliaia di Persia fuggiro,
I trecento di Sparta restâr!