Mira, Ocean, quel principe son io
Temuto in guerra qual fragor del tuono,
Che, a sua voglia togliendo e dando il trono,
Turba d’imbelli rè spinse all’obblio.
Un trono io m’ebbi; e non mel diede in dono
La sognata dai rè grazia di Dio;
A un nume de’ miei pari, al brando mio,
Terror dell’orbe, debitor ne sono.
Il Destin quì mi trasse, e non l’Ispano,
Il Prusso, il gel di Scizia, o i rè tremanti,
Nè il fulmine temprato in Vaticano.
Ma quì pur grande. E dov’è mai chi vanti
Per sua prigione aver l’ampio Oceano,
E per custodi suoi tutt’i regnanti?
1835?
INDEX OF NAMES
A
Abatemarchi, [75]
Aberdeen, Lord, [121]