E sì lo prosperai di mia presenza
Che, mentre Europa avea miseria e guerra,
Quì fiorivan la pace e l’opulenza.

Io fei cenno da lungi all’Inghilterra,
E commisine il freno a quella destra
Che lo scettro de’ mari in pugno serra.

Ed or che il vizio infetta ogni terreno
Melita che virtù non mai discaccia
La virtù sventurata accoglie in seno.

Tu vi discendi: io ti farò la traccia:
Vedrai, figlio, vedrai come a te inerme
Amorosa accoglienza apra le braccia.

Nè l’aspe infausto e il velenoso verme
Temer del vizio all’altrui danno intesi,
Ch’io là distrussi d’ogni serpe il germe.”

Disse, e su me vibrò più lampi accesi
Che in sen mi ravvivâr gli spirti oppressi;
Nella nube ei si chiuse, a terra io scesi,

E sull’ospite sponda un bacio impressi.

12 Agosto 1821.

F.

Napoleone a Sant’Elena