Agonia della Terra
1
Il cataclisma
Kenniston comprese più tardi che quella era proprio come la morte. Sapeva che avrebbe dovuto morire, un giorno o l’altro, ma non ci credeva. Sapeva che la guerra atomica, tanto temuta, poteva cominciare con un colpo a tradimento, ma non lo aveva mai creduto.
Non lo aveva mai creduto, cioè, fino a quel mattino di giugno, quando la bomba cadde proprio su Middletown. Non ci fu, del resto, tempo per accorgersene. Non si può dire o vedere una cosa che arriva più veloce del suono. Stava camminando per Mill Street, verso il laboratorio, e si accingeva a parlare alla guardia che veniva verso di lui, in quel momento, il cielo si spalancò.
Fu come se la volta celeste si fendesse in due, e sopra tutta la città scesero un calore e una vampata di luce cosi rapidi, così violenti che l’aria stessa parve incendiarsi e divampare in una fiammata enorme. In quella frazione di secondo, mentre il cielo fiammeggiava e il terreno sobbalzava violentemente, Kenniston capì che quello era l’attacco di sorpresa tanto temuto e che la prima bomba superatomica era esplosa sulla città...
Quello doveva essere l’effetto dello spostamento d’aria, pensò Kenniston, mentre si trovava disteso, con la bocca sul marciapiede viscido. Proprio lo strano effetto che impedisce ai morenti di sentire dolore. Rimase così, disteso, ad aspettare la fine. Ma il bagliore accecante che aveva attraversato il cielo svanì e la terra tornò immobile. In una frazione di secondo era tutto finito.
Doveva essere morto. Oppure, molto probabilmente, stava morendo adesso, e ciò spiegava forse la luce offuscata e quello spaventoso silenzio.
Riuscì ad alzare la testa e si rimise poi in piedi, tremante, col respiro grosso e il cuore che gli batteva furiosamente, mentre cercava di reprimere l’impulso di mettersi a correre, chissà dove. Guardò lungo Mill Street. Si aspettava di vedere edifici polverizzati, crateri fumanti, fuoco, vapori e devastazioni. Ma quel che vide era assai più sorprendente e, strano a dirsi, anche più spaventoso.
Vide cioè che Middletown si stendeva come sempre, immutata e pacifica, sotto il sole.