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Ultimo appello

Il grosso Gorr Holl lo condusse lungo un groviglio di stretti passaggi che correvano all’interno del Thanis. Non incontra­rono nessuno, e Kenniston intuì che Gorr Holl evitava i corri­doi principali.

Kenniston guardava di sfuggita i particolari della nave spaziale. Non gliene importava nulla, ora. Tutto ciò che lo preoccupava, era invece l’urgente necessità di impedire il di­sastro che stava per accadere. I suoi nervi erano tesi fino allo spasimo, in attesa del primo colpo di cannone contro il Tha­nis. Sapeva che era ancora presto, ma i minuti scorrevano ve­loci.

Gorr Holl gli diede rapidamente alcune spiegazioni, men­tre procedevano.

«L’ordine di evacuazione è venuto dal Comitato dei Go­vernatori attraverso un Comitato esecutivo. Secondo le leggi della Federazione, tu puoi avanzare appello, contro quell’or­dine, al Comitato dei Governatori in seduta plenaria. Ora, Kenniston, nessuno può negarti il diritto di appello, perciò non lasciarti intimorire da un eventuale rifiuto.»

Erano giunti, attraverso uno scuro corridoio, di fronte a una porta chiusa.

«Quella è la cabina del televisore. Varn Allan è in contat­to col Comitato, ora. Entra là dentro e fa’ il tuo appello. E ri­cordati bene: c’è anche Lund!»

Gorr Holl sparì nel buio del corridoio. Kenniston fece po­chi passi e si trovò davanti alla porta chiusa. Fece girare la maniglia, e la porta si spalancò. Kenniston entrò in una cabi­na alta e stretta, nella quale stavano Varn Allan e Norden Lund che si volsero di scatto, attoniti, a guardarlo.

Kenniston li notò appena. Fu qualcos’altro a colpire la sua attenzione e a trattenerlo immobile, come impietrito.