Quelli contro l’esperimento, alla sinistra...

Lo spazio tra le due fazioni si allargò sempre più netta­mente. Kenniston vide alla fine che, a sinistra della piazza, non rimanevano che un paio di centinaia di persone circa.

Il voto si era concluso. L’esperimento era stato approvato.

Kenniston si sentì tremare le ginocchia. Guardò Arnol. Il suo viso era contratto dal sollievo e dalla gioia. Egli stesso provava un’eccitazione selvaggia... eppure, anche ora, persi­no ora, non riusciva a soffocare i timori.

Ora tutto dipendeva da lui, da Arnol e dai suoi uomini. La vita o la morte dipendevano da loro.

Afferrato il microfono, gridò ancora: «Dobbiamo proce­dere all’esperimento il più presto possibile. Abbiamo pochis­simo tempo davanti a noi, prima che le navi spaziali della Fe­derazione vengano a impedirci di agire. Prego tutti voi di prepararvi a lasciare la città immediatamente, con un preav­viso di pochi minuti. Per precauzione, nessuno deve rimane­re sotto la cupola della città quando la bomba verrà fatta esplodere. Quelli di voi che hanno votato contro, potranno lasciare la Terra prima che l’esperimento abbia luogo. L’in­crociatore spaziale col quale siamo venuti ne potrà traspor­tare lontano solo una parte, perciò tirerete a sorte, fra voi, co­loro che dovranno salirvi.»

Si volse di scatto verso il sindaco.

«Volete incaricarvi voi del resto?» disse. «Organizzate voi l’evacuazione della città e la partenza... Noi avremo biso­gno di ogni minuto che ancora ci resta!»

«Credo» osservò Hubble «che faremo bene a mostrare subito ad Arnol il pozzo che immette nelle profondità del­la Terra.»

Il personale tecnico di Arnol era frattanto giunto sul po­sto. I tecnici studiarono il grande pozzo, insieme ad Arnol, Gorr Holl e Magro, mentre Kenniston e Hubble attendevano il loro giudizio.