E volgendosi a Hubble, aggiunse: «Occorrerebbe dare lo­ro dei mesi, per fare una scelta del genere, invece che pochi minuti!»

Allora, il sindaco Garris esortò i cittadini a esporre la loro decisione. La folla ondeggiò e si rimescolò nella piazza, mentre si formavano gruppi e si scambiavano opinioni. Frammenti di conversazioni accalorate giungevano sino agli orecchi di Kenniston: «Quei tecnici venuti dalle stelle si sono comportati molto bene. Hanno rimesso in attività tutta la città e i suoi impianti. Sanno di sicuro ciò che stanno facendo!»

«Ma... non so. E se quell’esperimento provocasse terribi­li terremoti?»

«Quella gente sa il fatto suo! E dev’essere così, se sono riusciti a vivere nelle stelle!»

«Già! Proprio così! Ma preferirei rimanere qui, anche in mezzo ai terremoti, piuttosto di andarmene a zonzo per la Via Lattea!»

Alla fine, il sindaco Garris gridò: «Siete pronti per il voto?»

Erano pronti. Erano sempre stati pronti a qualsiasi even­tualità, pur di non lasciare la Terra.

Kenniston attese, scrutando la folla, col cuore che gli bat­teva forte. Al suo fianco, anche Jon Arnol osservava ansiosa­mente. Kenniston gli aveva spiegato come avrebbe avuto luo­go il voto. Sapeva ciò che in quel momento Jon Arnol prova­va, mentre attendeva che tutto il lavoro della sua vita fosse deciso da quel voto.

Per un poco, i moti della folla non furono che un caotico rimescolio. Poi, gradatamente, il movimento di separazione si accentuò.

Quelli in favore dell’esperimento, alla destra della piazza...