Kenniston lanciò la jeep a tutta velocità, verso la città lontana, dalla cupola splendente nel cielo. Sentiva ora un senso nuovo di libertà, e anche una profonda gratitudine per Carol, che non aveva cercato di trattenerlo. Ma sentiva anche una incertezza, una perplessità nuova. Nuovi e vasti orizzonti si allargavano di fronte a lui ora, illimitati orizzonti di spazio, illimitate vie di nuovo pensiero. Ma si sentiva ancora un figlio della vecchia Terra, e quella nuova vita sarebbe stata una vita strana e solitaria. Si sarebbe sentito solo, solo.
Trovò gli altri ancora riuniti nella piazza, che parlavano fra loro: Gorr Holl, e Magro, e Arnol. E, con essi, c’era Varn Allan.
Lo videro, e Gorr Holl alzò le braccia, salutandolo a gran voce. Mentre s’avvicinava a loro, vide gli occhi ansiosi di Varn Allan che lo guardavano, in attesa, e capì d’un tratto che aveva avuto torto poco prima, e che, nella stranezza di quegli anni futuri, non sarebbe stato solo.