«Carol, cosa vuoi dire?»

Ma il viso di Carol era fermo.

«Voglio dire che tu non appartieni più a questo posto, Ken. Sei cambiato, quando sei andato lassù, fra le stelle. E cambierai ancora di più, nei giorni che verranno. Ti volgerai sempre più a quella nuova e strana vita. Mentre io non posso cambiare, Ken. Non a quel punto. Passeresti una vita infeli­ce, con me, attaccata come sono alle vecchie cose.»

«Ma i progetti che abbiamo fatto insieme, Carol...»

Carol scosse il capo.

«Ho fatto quei progetti con un altro uomo, un uomo che non è più qui, che non ritornerà qui mai più.»

Si alzò sulla punta dei piedi e lo baciò. Quindi entrò in ca­sa e richiuse la porta.

Kenniston rimase per qualche attimo incerto, esitante. Quindi, lentamente, risalì nella jeep e uscì dalla vecchia Middletown.

Dalla cresta delle colline poté vedere nuovamente i grandi incrociatori spaziali, ancora adagiati sulla pianura accanto alla città della cupola. E quella città viveva ancora. Erano i giovani di Middletown, che avevano deciso di rimanervi; i giovani, che potevano ancora guardare verso il nuovo, verso il futuro.

Le grandi navi dello spazio avrebbero continuato a venire, ora che la Terra era nuovamente abitabile. I popoli delle stelle lontane si sarebbero mescolati col popolo di Middletown, e i giovani della Terra sarebbero andati verso gli altri soli, e gradatamente tutta la strana vicenda di Middletown sarebbe stata assorbita nella grande corrente della Storia.