Lungo tutte le vecchie strade familiari, le case comincia­vano a riaprirsi alla vita. Le imposte venivano spalancate, le doppie finestre tolte, le porte spalancate al vento tiepido, le donne si affaccendavano già con le scope sotto i portici inva­si dalla polvere. Le grida dei bambini e l’abbaiare dei cani si mescolavano al suono delle trombe delle macchine.

Avanti, lungo la Mill Street, lungo la Main Street, e avanti ancora. E infine, ecco la vecchia casa grigia, proprio come l’avevano lasciata.

Kenniston fermò la jeep accanto al marciapiede. La signo­ra Adams scese. Salì lentamente i pochi gradini, e aprì con la chiave la porta. Rimase ferma un istante, guardando nell’in­terno.

«Niente è cambiato» mormorò. «Ma tutta questa pol­vere! Dovrò mettermi a fare pulizia...»

Poi, improvvisamente, sedette sulla sua poltrona, accanto alla finestra, e si mise a piangere.

Carol non entrò subito. Facendo forza su se stesso, con uno strano imbarazzo, Kenniston domandò: «Sei contenta anche tu, Carol?»

«Sì, Ken» rispose la ragazza, sorridendo.

«Bene...» disse Kenniston. «Ora debbo ritornare a Nuova Middletown per vedere Gorr e gli altri, prima che par­tano. Ma tornerò presto.»

Carol lo guardò, e scosse il capo: «No, Ken. Non devi tor­nare.»

Kenniston la guardò sorpreso.