Ma sentire è una cosa, e vedere è un’altra. E ora, le dita di Carol stringevano convulsamente la mano di Kenniston e il corpo di lei si stringeva spaventato a quello di lui. La folla, che si era radunata per assistere a quel secondo ingresso degli incredibili visitatori, rimase ora sbalordita, stupefatta, atterrita. Si udivano bisbigli sommessi, si vedevano persone appartarsi timorose.
Uno di quegli esseri era grosso e pesante, e procedeva ondeggiando sulle gambe massicce. La sua pelle, grigia e rugosa, ricadeva in grosse e pesanti pieghe. Il viso era largo e piatto, senza espressione, con occhi piccoli e saggi, da vecchio, che guardavano con acuta comprensione la folla attonita e silenziosa al suo passaggio.
Altri due, invece, erano magri e scuri, e si muovevano come cospiratori, avvolti in mantelli neri. La loro testa sottile era senza peli e lo sguardo era intelligente ed espressivo. Kenniston si accorse di colpo, con un sussulto di raccapriccio, che quei mantelli non erano altro che ali, che essi tenevano strette attorno al corpo.
Ve n’era un altro, che aveva una grazia tutta particolare e sembrava che scivolasse, invece di camminare. Dava subito l’idea di forza e il suo portamento era sprezzante e orgoglioso. Era molto bello, con una criniera di pelliccia, bianca come la neve, che gli partiva dalla fronte, e aveva una sottile espressione di crudeltà.
Questi quattro, e in più Gorr Holl che la folla aveva già visto, erano simili a uomini, ma non erano uomini. Erano figli di altri mondi lontanissimi, e camminavano ora, con piena disinvoltura, sulla vecchia Terra.
«Ma sono orribili!» bisbigliò Carol, tirandosi indietro. «Sono perfino sacrileghi. Come puoi sopportare di stare vicino a questi esseri?»
Kenniston lottava egli stesso contro un sentimento di repulsione. Gli abitanti di Middletown guardavano a bocca aperta, bisbigliando turbati e arretrando, in parte per un sentimento di timore nei confronti del soprannaturale, in parte per una pura avversione razziale. Era difficile ammettere che quegli esseri non umani esistessero, ma ancora più difficile era l’accettarli come eguali, come propri simili. Un animale era un animale e un uomo era un uomo, e non vi poteva essere alcuna via di mezzo...
Diversamente la pensavano i bambini di Middletown. Essi trascuravano del tutto gli uomini veri e propri che passavano abbronzati davanti a loro, e si affollavano invece attorno agli umanoidi. I bambini non avevano nessuno dei preconcetti dei loro genitori. Quelle erano per loro creature da fiaba divenute realtà, e ciò li eccitava molto.
Piers Eglin si avvicinò a Kenniston.
«Hubble ha fatto aprire le sale dei generatori atomici» disse Kenniston. «Ci attende là. Vi condurrò io.»