"E tu Vergine, figlia, e madre, e sposa
Di quel Signor, che ti dette le chiave
Del cielo e dell' abisso e d' ogni cosa,
Quel dì che Gabriel tuo ti disse Ave!
Perchè tu se' de' tuo' servi pietosa,
Con dolce rime, e stil grato e soave,
Ajuta i versi miei benignamente,
E'nfino al fine allumina la mente."
Morgante Mag. canto I.
"Dodici paladini aveva in corte
Carlo; e'l più savio e famoso era Orlando:
Gan traditor lo condusse a la morte
In Roncisvalle un trattato ordinando;
Là dove il corno sonò tanto forte
Dopo la dolorosa rotta, quando
Ne la sua commedia Darte qui dice,
E mettelo con Carlo in ciel felice."
—Id. ibid.
"Uno spirto chiamato è Astarotte,
Molto savio, terribil, molto fero,
Questo si sta giù nel' infernal grotte;
Non è spirito foletto, egli è più nero."
Morg. Mag. XXV. 119.
[89]Panizzi, Romantic Poetry of the Italians, p. 216.