E. uerisimile, che la Reina ami più di tutti gli altri lo Stato, et la uita del Re et l’ unione, et conseruatione de gli altri suoi Figliuoli, essendo essa prudente quanto si sa, et hauendo tanta cognitione delli humori, quanta le ha fatta imparare la lunga amministratione del Gouerno, che ella ha hauuto, però non si può dubitare, che Sua Mta per ambitione di conseruarsi l’ autorità preuarichi in parte alcuna di quel che deue, ma la proua ci ammonisce troppo, che da lei non si può aspettare quelle esecutioni, che ha mostro al Duca d’Alua in Fiandra, che basta a stabilire le solleuationi, et ribellione, perchè il sesso non gli lo promette, et anco in uerità di essere scusata, essendo stata Forastiera, et senza appoggio di potersi reggere secondo lei in simili casi, bisognando delle cotai deliberationi persona di gran cuore, et che habbia oltre l’ autorità l’ attitudine di fare con le mani proprie, quando l’ occasioni lo ricerchi, però con la Mta della Reina, non pare che accada pensare di poter profittare per tal uerso, si che il trattarne con essa non si deue hauere per opportuno, et anco di questo si potrebbe pigliar Conseglio sul luogo per gouernarsene secondo che giudicassero meglio quelli che si sà, che sono buoni, et ueri Catci et che non hanno più mira alle passioni particolari per il desiderio di hauer maggior partecipatione nel Gouerno, che al seruitio, et ben publico.
Intorno alle quali cose è ben necessario, che chi sarà impiegato habbia molta prattica, et gran prudenza da saper usare la descrittione essendoci bisogno di somma consideratone, percioche quando si trouasse tanto in preda a chi gl’ Inganna, che altri si disperasse di poter illuminarlo, et che si restasse ben chiaro di non douer cauar Frutto dalla persona di Sua Mta sarebbe da uoltarsi forse ad altra strada, cioè uerso quei Prencipi, et grandi, che si conseruano Catholici, et che restano essosi et esclusi dal Re, et dal gouerno, et priui di autorità, et reputatione, i quali se haueranno un capo dependente dal Papa del quale sappino di potersi fidare, sono atti a uolersene, et con il mezo della sua autorità far tale unione d’ arme di Catci in quel Regno, che il Re sia forzato a riconoscersi del suo errore, perchè la maggior parte delle Prouincie di quel Regno sono sotto il gouerno de Prencipe, o Sigre Catco. ciascuno de quali saprà, et potrà ridurre le associationi, che furono incominciate con i loro Capi minori, et mediocri, et supremi da ualersi dell’ arme, nel modo stesso, che hanno sempre usato gli Ugonotti, et con esse dare adosso a gli Ugonotti da ogni parte per estinguerne la prima razza, che anco sopra ciò in uoce si può esprimere uarie cose, le quali sarebbono noiose a mettere in scritto, et a tal proposito si può ridarre a memoria quello che loro Mta mandarono ad offerire al Papa per sicurtà della loro rissolutione di non uolere mancare subbito, che potessero liberare quel Regno dalla Heresia, cioè di capitulare espressamente, che a detti Gouernatori delle Prouincie se le usurpassero in caso di tal mancamento.
L’ abbandonare questa causa non è secondo la bontà, et pietà di Nostro Sigre nè a ragion di Stato conciosiache non si prouedendo è da dubitare, et da tener per certo, che gli Ugonotti anderanno sependo, et cercando d’ impatronirsi se gli riuscisse à fatto del Regno per procedere poi anco più oltre con imprese esterne, et forse hanno dissegno col mettere su il Re a nuoue Imprese di conseguir l’ una, et l’ altra Impresa in un medesimo tempo col far morire il Re, et li Fratelli, et altri grandi, che potessero per uia di congiure, et di tradimenti preualersi dell’ entrata della Corona, et del Clero a sostenere solo l’ Imprese cominciate in compagnia del Re, la qual consideratione, sebene paresse lontana non è da gettarsi dopo lè spalle; anzi è consentaneo alla ragione di permeditarsi, et fare con la prudenza quei rimedy, che sono giudicati più conuenienti.
Frà quali s’ intenda il mandare al Re, et alli Catci. una persona sola, o due, una diretta a Sua Mta. et l’ altra alli Catci. che si riferisca, et obedisca al principale.
Forse non sarebbe inconueniente di mandare anco uerso il Re Catco. persona ben confidente, et sincera et rissoluta, che potesse cauare Sua Mta Catca. de Generali, parlandogli con buona intelligenza delli humori prefati di Francia, et mostrandogli quanto sia il pericolo, che portano gli Stati di Fiandra, si perchè con il tempo diuentando Heretica la Francia, quelli Stati infetti di già non si potranno a modo alcuno conseruare da Sua Mta. Catca quali remedij ella presume di farci, et sapere, accioche si potesse disponere, et pensare se con i Vinetiani et altri Prencipi si potesse fare simili offitij per tastarli il polso douendo essi presumere, che sempre, che fusse mosso guerra alli Stati del Re di Spagna a loro non rincrescesse di potersi aiutare della Lega fatta, ma necessario, non che opportuno, in ogni caso pare il far prouisione quà de danari, de quali Sua Beatne. ha a ualersi grossamente, si per aiutare quelle cose, come per diffondere Italia, et il resto della Christianità dalle forze di questa scelerata setta. Et perchè le deliberationi di tanta importanza, nella quale si tratta della salute del Regno, et della conseruatione della Santa Sede, et della Christianità si hanno da fare con matura consideratione, si potrebbe per auentura discernere meglio qual partito fosse da pigliare prima, o poi, et come, et fino a qual termine udendone il parere di quelle persone, che paressero, et fussero giudicate intelligenti, et confidenti. Quanto alle richieste fatte adesso dal Re, la risposta fatta da Nro Sigre sopra la dispensa del Duca di Ghisa, et della Prencipessa di Portiano, non può essere più giusta, ma è facile a temperarla col mandare la dispensa del tutto spedita per chi andasse, accioche si uaglia di darla, o non appalesarla, secondo, che trouerà, che sia più a proposito per li humori; Conciosiache se si conclude affatto il Matrimonio di Portogallo, come è da stimare, che sia il disegno, chi sa che Madama Margherita non diuentasse moglie del Duca di Ghisa, piutosto che del Prencipe di Nauarra. Et circa il permettere che gli Ugonotti possino habitare sicuramente nella Città, et Contado di Auignone, non parche accada stare in dubbio, che Sua Santità, non lo può, ne deue concedere, ma di restituire i loro beni, et lasciarli contrattare, perchè ne sgombrano, si può ben forse hauerci consideratione, se con questa gratia fatta al Re si uedesse di accomodare con Sua Mta qualche una delle cose più sostantiali, et anco ciò pare, che bisogni rimettere alla descrittone, et prudenza di chi si uolesse mandare, il quale deue hauere per massima, che sempre, che il Re uoglia essere così impio, che si risolua di fare quello, che può per leuare al Papa, et alla Santa Sede quello Stato, non ci è rimedio a diffendersi, ne essendo Auignone troppo circondato dalle sue forze, però conuiene auitarsi di conseruarselo, come si è fatto per l’ adietro in tutti i tempi con l’ autorità, et beneuolenza, et fauore del Re, al quale se può rimostrare che Nro Sigre. non uuole, ne intende tenere con l’ armi perturbato il suo Regno, mà solo tanta guardia nella Città, et Terre, che ui sono, che basti a non lasciarle rubbare per tradimento a quattro di quei scalzi Ugonotti, come ne sono state tolte tante a Sua Mta.
Douendo questa scrittura seruire solo per informatione delli humori di quel Regno, non pare, che accade farla ordinata, ne limitata, però sarà fatta, come si è potuto all’ imprescia &c.