Si che quando per qualsiuogla mondana ragione pur uolesse Sua Mta scordarsi l’offese si graui fatte alla Corona, à sè, et all’honore, et dignità sua, non può, ne deue posponere quelle, che sono commesse contra Christo, et alla sua legge, et non può mancare di giustitia alli suoi Popoli fideli, et Cat.ci che chieggono pietà, et gridano uendetta, chiari di non douere, nè poter, ne uoler havere mai pace, nè triegua à modo alcuno, sapendo di non potersi mai fidare d’essi, come l’esperienza gli ha dimostro molte uolte a troppo loro gran costo. Però quando uedessero di essere abbandonati, et derelitti dal Rè, et dal Gouerno, piutosto che restare a descrittione di gente si scelerata per fuggire la rapacita, et enormissime crudeltà loro saranno forzati di ricorrere ad ogni ultimo refugio.

Si può dunque proporre in consideratione al Rè qual sia più pietoso uffitio, quanto a Dio, et più glorioso quanto al mondo, hauer fatto un accordo con l’inique, et intollerabili condittioni, che si ueggano con Vassalli, et ribelli reintegrandoli nè beni, et dignità, gradi preminentie, uffitij, et benefitij, cedendoli parte dello Stato proprio, con il lassar loro delle principali Fortezze del suo Regno in diverse Prouincie, pagandoli danari di nuouo, oltre all’assoluerli di quanto hanno rubbato alla Corona, et al Popolo, et quello che importa più di tutto il resto, permetterli il libero esercitio delle loro Heresie, o l’hauere liberato i suoi fideli soggetti, et se la Casa Sua, et il suo Regno, et la Christianità, da si pestifera et perniciosa Canaglia, Bella usanza certo si potrebbe chiamare l’usurpare con la Tirannia, che s’hanno fatto gli Ugonotti, le Città et gli Stati pertinenti alla Corona, saccheggiare et espilare tutte le Prouincie, doue si sono potuti cacciare con ogni sorte di tradimento, et quando non si hà havuto altro refugio, ricorrere alla pace, et al perdono per non restituire quello che si è rubbato, et occupato à forza, et Tirannicamente. Tollerassi, che uno, ò pochi transfugi, infame, si facciano capi di una setta, et senza cagione, ò ragione pur finta, ò apparente; non chè con autorità, et giusto titolo, sotto colore di uolersi fare riformatori dé Preti diformati, et disobedienti, pigliano l’ armi contra il Rè, lo minacciano, faccino le battaglie seco, lo mettino nelle necessità, doue Sua Mta, è stata, et si truoua tuttauia, et li diano le leggi piutosto, che castigare chi lo merita, et reintegrare la giustitia, et la Religione nel suo Dominio, senza le quali due cose mai si uisse, nè si potrà uiuere rettamente in alcun luogo.

Anzi è troppo chiara cosa, come questo male non corretto: mà così trasandato andarà augumentando si ogni giorno maggiormente di sorte, che si habbia da mutare Imperio, come si uede che desiderano, et procurano con ogni diligenza gli Ugonotti che segua. E adunque la pace, cosi fatta pericolosa, et dannosa, come si è dimostro, sicome al punir li malfattori sarà sempre trouato necessario, honesto, et utile. Bisogna hora poi considerare, posto, che si debba fare se il Rè hà il modo da reintegrarsi nel suo prestino Stato, et autorità, et obedienza, et di ciò forse si potrebbe uenire in certa cognitione col misurare qual sia più il numero de Catci ò quello degli Ugonotti, qual siano maggiori, et più gagliarde le forze, et armi de ribelli, ò quelle del Rè, quale delle due parti habbia più facile il modo da cauare gente forastiera, et sia meglio appoggiata d’amicitie de Prencipi Potentati, et de danari.

Et in fine secondo tali propositioni farne la conseguentia, per due Ugonotti, che siano nel Regno, si ode calcolare, che si ha da contraporre più di otto Cat.ci gli ribelli hanno perduto nelle battaglie oltre alla reputatione, et la quantità degli huomini molti Capi grandi, che haueuano come il Prencipe di Condè, Dandalotto, et tanti altri, talmente che non accade far paragone dell’ armi sue a quelle del Rè, essi sono senza denari, et non possono così a loro posta più cauare nuoui soccorsi d’Alemagna, et Sua Mta ne ha da sborsare ad essi a millione, et può hauer Reistri, Suizzari, Italiani, et Spagnuoli quanto li piace, et purchè uolesse sarebbe aiutato da tutta la Christianità, et quello che importa non meno di tutto il Resto, ha ad arbitrio, et disposition sua la giustitia, con la quale sola non è dubbio, che sarebbe bastante de regolare il tutto.

Sono accettate queste ragioni perchè non si può negare, Ma si risponde, che la Nobiltà di Francia, che è quella dalla quale depende il Popolo, totalmente è corrotta per la maggior parte, et da questo procede tutto il male, che la grandezza del Rè proprio in ogni tempo è stata principalmente per il seguito, et obedienza de i Nobili, et mancandogli essi Sua Mta resterebbe debolissima, et allegano le battaglie guadagnate per diuina dispositione, che non si sono poi proseguite, nè cauatone quel frutto, che si speraua, et douenasi. Onde si uà imprimendo nell’ animo di Sua Mta che per quel verso mai si potrà uedere il fine, et che però manco mal sia essere ricorso all’ accordo in quei modi, che si è potuto, perchè il tempo farà ben lui. Le quali fallacie sono troppo palpabili, toccandosi con mano, et uedendosi con l’occhio chiaramente doue stà la magagna: percioche il Re uorrà recarsi la mente al petto, e redursi a memoria delle cagioni, perchè non fù seguitata la Vittoria dopo la battaglia di San Dionigi, et perchè si diede tempo tante, et tante settimane alli Ribelli di riunirsi, et stabilirsi nelloro capo, et non si uolse mai obedire d’andare a cauarli da Monteri, o Faulnona, come sa chiunque si trouò, che si poteua fare senza alcun pericolo, et perchè a Craton in Campagna, quando si seguitauano li Ribelli non si uolse combatterli, nè manco andarli appresso da uicino, ò tagliargli i passi, come è palese, che si poteua per non impedirgli la congiuntione con il soccorso, che ueniua loro di Germania, conoscerà manifestamente Sua Mta di essere stata tradita, et sa da chi, et lo proua da far punire i malfattori per giustitia, ma non è stata consigliata da uenirne mai all’ esecutione, perchè Sua Mta non hà uoluto consigliarsi con altri, che con coloro che la tradiscono. Veggasi quel che seguì poi con l’altra pace fatta con mira, et intentione di dare la stretta alii capi di quella maledetta setta, dopo che hauessero deposte l’ armi, et reso le Fortezze; acciochè con tal mezo si conseguisca l’ intento, che si deue hauere senza tanto sangue per non debilitare le forze proprie. Ma i traditori, che dauano il Consiglio, o almeno erano partecipi di esso, seppero guidare le cose in modo, et si lasciò uscire la uolpe dalla tana, et portò il caso, che appunto quelli di cui altri si fidaua più, et che haueua l’ordine di fare l’ essecutione, auuertissero si a tempo i Ribelli, che furono i primi a repigliare l’ armi, et uscirne di Noyrs, et conseruaronsi la Roccella, et hebbero in ordine di poter pigliare Angoslen per forza, prima che le forze del Re fossero unite esse da opponesseli, che anco questo, come il resto uiene procedette tutto dalli traditori tiranti adrieto le prouisioni Regie per dar tempo a complici di lauorare, Piacque pur poi a Dio, che miracolosamente fosse ammazzato, il Prencipe di Condè, et disfatto parte delle genti di Moners, ma non si seguitò, come si poteua doueua, et conueniuasi. Venne ancora il Duco di Dupponti, che si poteua combatterlo, et uincerlo al sicuro, et non si fece per le cagioni, che si seppero, et pure non ci si prouidde.

Fu seguitato, et verso Limoges si hebbero diuerse occasioni di romperlo senza alcun risico, et non fù esseguito per la colpa di chi n’ impediua la essecutione con l’autorità, che haueua nell’ essercito Regio; accioche si lasciasse se unire col Coligni, anzi fù procurato con buona cura di guardare l’ Essercito Regio in forma, et in siti, che la fame, et gli stenti l’ hauessero a fare sbandare, dando andito, commodità, et aiuto à ribelli di godere il Paese, et d’impatronirsi de’ magazzeni, de uittouaglie munitioni, et artigliarie preparate da alcune persone, che si era troppo apparentemente ueduto, che erano colpeuoli, in ciò si uenne al paragone, come questi tali scellerati traditori erano di più autorità, essi appresso le loro Maestà, che qualunque recordaua la salute, et il seruitio di esse, come riusci similmente quando si era fatta deliberatione de Suizzeri, et Italiani, così all’ ingrosso, che il Re auesse facoltà di farsi la ragione con l’ armi à malgrado de Francesi, che la seruiuano male, i quali misero sù Monsr Duca d’Angiù che la impregnò, come cosa che offendesse la dignità, et honor proprio di Sua Altezza, conoscendo chiaramente, che l’ intenteone de chi gouernaua, et consigliaua Sua Mta non era uolta ad altro fine, che fargli inimici, ouero diffidenti tutti gli altri Prencipi, et in somma priuarlo di tutti gli aiuti esterni.

Le difficoltà, che furono interposte, per consumar tempo nell’ andare al soccorso di Poiters, sono anco loro ben note, perchè ùhebbero da interuenire diuersi capi, che andarono con le genti Italiane, finalmente, come Piacque a Dio seguì la battaglia di Moncontor, dopo la quale il Rè medesimo sa, come fù tenuto a bada sotto San Giouanni d’Angelin, nè si uolse mai mandare parte della Cauallaria, non che tutto l’Essercito dietro alli Ribelli rotti, et in fuga, di sorte che non era possibile, che si riunissero, se non se gli fusse lasciato in preda le migliori, et più opulenti Prouincie di Francia per accrescere loro il seguito de Padroni, et lasciarli reinferscare, et rimettere insieme. Dalle quali cose si ode, che il Rè medesimo hà scorto qualche cosa, che gli ha fatto nausea. Ma essendo Sua Mta attorniata di gente, che lo cerca d’ingannare, et tradire per ogni uerso, ella non può discernere i Lacci, che gli sono tesi ne i pericoli doue si troua, però e da cercare di far la molto ben capace delle sopradette cose, mostrandoli, che es non si lieua da torno quei ribaldi, che cercauano così grandi artificij di rouinarla, ella si prouocherà l’ ira di Dio, ne douerà più sperare nella sua diuina misericordia, che così miracolosamente l’ ha sostenuto, et protetto fino al presente, ma restarà in preda di coloro, che non hanno altra mira, che di fare andare in precipitio la Sua Corona.

Di sopra e fatto mentione di alcuni particolari dè più sostantiali, accioche accadendosi si sappiano addurre per essempio al Rè, alla persona del quale pare, che si debba far capo direttamente, et parlare a Sua Mta senza maschera, perchè certo non se gli può far maggior benefitio, che id storarli le orecchie, et aprirgli occhi, et la mente per farli bene intendere liberamente, come non resta, che da lei medesima, se non uorrà porre rimedio a tanti mali, à quali tutti può prouedere facilmente, con punire quelli, che nominatamente si daranno in una lista, et degli altri, che gli paia, che lo meritino, secondo il riscontro, che trouarà su le scritture cauate da Casa Coligni, et ancora, che alli ribelli di Christo, et suoi, che hanno fatto tutte, et si grandi, et inaudite sceleratezze, secondo l’ opinione di alcuni, non accade considerare di guardar Fede ò promessa fatta, nondimeno si può fare di castigare solo quelli, che hanno tradito, mentre seruiuano nel campo, ò nel Consiglio regio, che fia senza alcun dubio a bastanza.

Hassi d’ auuertire ancora il Rè, come fin che Sua Mta se n’ è ita presso alle grida, et è stata con effetti del tutto Ingannata, ella può esser scusata appresso Dio, et al Mondo, ma dopo che saranno scoperte le magagne, et rappresentatole la uerità, et il modo di non star più in preda, et alla descrittione de’ traditori se non ci può: uederà la colpa di tutti i male, si ridurranno sopra le sue spalle, et restarà abbandonata da Sua Diuina Mta appresso della quale più non uarranno i prieghi, et oratione del Papa, et de gli buoni, et fedeli, che forse hanno giouato più di ogni altro aiuto humano a sostenerla. Vedesi, che gli Heredi uanno cercando sottilmente a qualunque occasione di fare che il Rè offenda Dio per prouocargli il suo giusto sdegno, mettendogli inanzi con la sua pelosa carità di conseruarsi l’ amicitia del Turco di usurpare i beni Eccci. et fino a mettersi a fare nuove Imprese fuora del Regno col mezo delle loro Armi, la qual ultima cosa non è incredibile in alcun mode se già il Re non uolesse darsi loro in preda del tutto, perciochè quando quell’ armi si uoltassero contra qualunque si sia stato di Prencipe Catholico Nostro Sigre non potrebbe mancare di far quanto si appartiene al debito dell’ offitio suo, senza risguardo d’ altra mondana consideratione, trattandosi della gloria di Dio, et conseruatione della Sua Santa Legge, nel qual caso Sua Beatitudine sarebbe forzata di procurare con la medesima caldezza di souuenire, et aiutare altri contra gli Heretici, che ha fatto con il Rè Catco. et con Venettiani, la qual Lega si hà da ricercare, che sia uolta contra gli Heretici, et Infedeli, piutosto, che altroue.

Sopra la competenza, et gara de grandi, si possono dir moltj particolari in uoie, che sarià troppo lunga cosa mettere in scrittura, basta, che tutto seruono a negare la debita obedienza al Padrone, et al uoler portar l’ armi con le quali s’ impedisce la giustitia, et fino a tanto che il Re non punisce a qualche uno de buoni, che lo meriti, perchè altri non preuarichi poi in modo, che una parte, et l’ altre si chiarisca per effetto, come Sua Mta uuole conseruarsi la superiorità, che se gli conuiene, mai sarà libera da queste molestie, et sempre si starà in preda di ogni uno.