— Ora?

— Sono a vostra disposizione.

— Oggi non posso. — Scuoteva il capo. — Viene a pranzo Lance. Domani, forse.

— Domani va benissimo — ribatté Casey. — Potremmo trovarci… — Tacque, dicendo a se stesso: “piano, Casey”. — Vi telefonerò a casa in mattinata.

— Mi occorrerà un po’ di tempo per arrivare in città.

— Alle undici.

Casey si avviò verso la porta e, pur non avendo scoperto molto, gli sembrava di essere sulla pista buona. Sentiva nell’aria di essere sul punto di fare importanti scoperte. Aveva già afferrato la maniglia, quando disse: — Spero di chiarire tutto in breve, in un modo o nell’altro. Allora potrete rivedere vostra figlia: sono certo che ve ne ricorderete, se vi venisse la tentazione di piangere sulla spalla di Gorden.

Phyllis non gli rivolse domande o per lo meno non troppe. Casey non sapeva a che ora si fosse svegliata e accorta della sua assenza perché non glielo disse; anzi, per tutta la giornata quasi non apri bocca. La sera uscirono per andare a pranzo e poi al cinematografo e, mentre rincasavano, gli chiese dov’era stato.

— A zonzo — rispose. — Volevo riflettere.

— Anch’io ho riflettuto.