— Che cosa volete, in fin dei conti? — gridò infatti l’avvocato.

Casey lo capì proprio allora. — Esattamente quello che volete voi — rispose. — Tutto ciò su cui potrò mettere le mani.

— Signor Morrow… — Si era quasi dimenticato la signora Brunner, che aveva invece seguito attentamente la scena. — Ho cercato di capire le vostre strane dichiarazioni di stasera e mi sembra che si tratti di un ricatto.

— Chiamatelo come vi pare. Si potrebbe spiegare in tanti modi… spese, danni o — il sorriso amaro era diretto a Phyllis — compenso per mancata promessa di matrimonio. Io so appena che vi siete divertiti abbastanza alle mie spalle, e ora qualcuno dovrà pagare.

— E se rifiutassimo?

— Farò il finimondo. So quale via d’uscita tenterete, sono già stato minacciato. Nel frattempo, però, ho fatto qualche sommetta e mi pare che Gorden abbia più cose da nascondere di me. Inoltre, se mi occorresse denaro potrei sempre scrivere un articolo per i giornali sulla mia luna di miele con l’ereditiera scomparsa. Non preoccupatevi, signora Brunner, renderei pubblici soltanto i momenti più felici…

— Quanto volete?

La domanda gli era stata gettata in viso da Phyllis, pallida per l’ira. Non pareva più una gattina che facesse le fusa contro la spalla di Gorden, non aveva più paura, sebbene fosse conscia che si stava impantanando nelle proprie menzogne. Era una femmina travolta da una collera cieca.

— Fammi un’offerta — propose Casey.

— Cinquemila?