Il tenente se n’era andato, e Phyllis gli stava appoggiando una pezzuola umida sulla fronte. Non aveva molto senso perché l’unico dolore che lui non provava, in quel momento, era proprio il mal di capo, ma in fondo qualcosa doveva pur fare. Quando il suo mondo le crollava attorno, Phyllis doveva sempre fare qualcosa, ballare o cuocere spaghetti o piegare, sciorinare pezzuole umide. Casey era fierissimo di riuscire a capirlo. Dando tempo al tempo, forse, sarebbe anche riuscito a capire la donna che aveva sposato, e, a giudicare dalla riapparizione dell’anello, alla mano sinistra di lei, il tempo non sarebbe mancato. Per ora, sapeva che non si sarebbe mai arresa, che nulla l’avrebbe fatta cedere, che non sarebbe mai ricorsa all’arma delle lacrime, quell’arma tanto femminile.

E così, Phyllis scelse proprio quell’attimo per gettar via la pezzuola, e lasciarsi cadere contro la sua spalla, scossa da singhiozzi. “Che momento, per farsi trovare con un solo braccio valido!” pensava Casey.

FINE