Maggie parve molto soddisfatta di sé, ma Casey era dubbioso. — Evitato? — fece eco, incredulo. — Volete dire che c’è una donna a cui Lance ripugna quanto a me?

— Perché no? Quei tipi sani e robusti soffocano il nostro complesso materno. Del resto, Phyllis Brunner non stava fuggendo da qualche cosa? Quando venne qui stava scappando, ma qualcuno la rintracciò e se la portò via. Chi vi dice che ieri pomeriggio non stesse scappando altrettanto affannosamente?

— E che lo stia facendo tuttora?

— È possibile.

— Ma perché?

— È questo il punto.

Casey rifletteva. In vita sua aveva sempre opinato che tutto debba avere una ragione di essere, ed ora questa sua convinzione veniva avvalorata. Cercava di ricordare il comportamento di Phyllis, e se al bar Nuvola aveva l’aspetto di una persona che fugge da qualcosa. Nulla. Gli riusciva soltanto di vedere due strani occhi obliqui e di sentire il profumo pungente dei suoi capelli. Però era un’idea, e a questo punto valeva la pena di seguire a fondo qualsiasi idea.

— Siete una brava ragazza — concluse. — E non fosse che per questo credo che vi permetterò di schierarvi dalla mia parte.

— Benone! — ribatté Maggie. — Accolgo un vagabondo ubriaco perché non muoia di congelamento e mi trovo immischiata fino al collo in un omicidio. Quanto credete che durerà la nostra alleanza con quella lingua lunga di un barista a zonzo?

— Ho un fisico molto comune e mi camufferò. Per prima cosa, potreste andare a comprarmi un bel cappello che non ricordi la moda della California.