— Sto diventando un tipo sospettoso — fece Casey, sorridendo. — In questo momento stento a credere che esista davvero un luogo simile.

Il lato simpatico di Maggie era che non le occorrevano ampie spiegazioni per afferrare un concetto. Anzi, Casey sospettava che fosse più furba di lui, soprattutto quando gli chiese con tono innocente: — Non vorrete per caso insinuare che il vostro amico Gorden si sia intascato sommette che non gli appartengono?

— Se ho visto giusto, ne ha le tasche piene.

— E la signora Brunner?

— Secondo me non ne sa nulla. A quanto dice Phyllis, lei si limitava a firmare gli assegni che le dava il marito e a posare per le fotografie dei giornali attorniata da sporchi mocciosi. Si occupa di tutto Gorden.

Maggie aveva afferrato tanto bene la situazione che il suo viso assunse, d’un tratto, un’espressione grave.

— Vi è capitato di pensare che potrebbe essere pericoloso scherzare con Gorden? — chiese. — Se siete sulla buona pista, s’intende.

— Infatti — ammise Casey. — Ma è troppo tardi per fare marcia indietro: ogni mia mossa rappresenterà un pericolo per me finché l’assassino di Brunner non detterà le sue memorie al Procuratore Distrettuale. — Dopo avere fissato Maggie con un lieve sorriso aggiunge: — Non vorrete preoccuparvi per un tipo come me.

— Sto pensando soltanto all’automobile — fece lei, con tono secco. — Dopo tutto, l’ho noleggiata a mio nome.

Allungò una mano per accendere la luce, e quasi contemporaneamente i nuvoloni che si erano andati addensando durante tutta la giornata lasciarono irrompere uno scroscio di pioggia, che tamburellò sul lucernario. Il tempo ideale per stare tappati in casa a chiacchierare, ma Casey era irrequieto. La pioggia gli dava sempre un senso di solitudine, e quasi suo malgrado si chiese quale effetto avesse su Phyllis.