— Non lo sapete?
— So appena che, quando vi attaccate a un campanello, non mollate più. Non so che cosa vogliate vendere, giovanotto, ma io compro di rado dai viaggiatori di commercio che vengono dopo le due del mattino.
Ora che i suoi occhi si erano abituati a stare aperti, Casey vedeva più chiaramente il viso di lei; non poteva dirsi grazioso: tondo, con il naso all’insù, e con tante piccole rughe che lo solcavano, quando sorrideva. Un viso espressivo che rivelava molto, anche se le labbra restavano chiuse.
— Per questo mi avete accolto in casa e mi avete dato un letto? — le chiese.
— Pioveva.
Non era una ragione sufficiente. Casey lo sapeva, ma non ebbe modo di approfondire perché Maggie aggiunse subito: — In fondo al corridoio, c’è la stanza da bagno, e a lasciarla scorrere per circa un quarto d’ora, l’acqua si scalda un po’. Nel frattempo, avrò già bruciato le uova e carbonizzato il pane tostato.
A Casey Morrow, uomo navigato, capitava spesso di trovarsi in luoghi inattesi, all’ora grigia dell’alba, ma non lo aiutavano certo a rimettersi in carreggiata le voluttuose sirene sul soffitto della stanza da bagno, né le visioni alla Salvador Dalì, sulle pareti. La casa, vecchia e buia come un granaio, pareva quasi un avanzo del famoso incendio; ma d’un tratto, Casey cominciò a domandarsi se era proprio a Chicago. Dai suoi ricordi mancava una grossa fetta di tempo. Il mattino della vigilia, (era proprio la vigilia?) era andato in quell’albergo di lusso di fronte a Grant Park e, dopo aver pagato in anticipo la pensione di un giorno, era uscito, deciso a festeggiare il ritorno in modo consono a chi abbia fatto da poco bancarotta. Mancava davvero una fetta notevole, e la lacuna era colmata soltanto dal sogno pazzesco di una ragazza dagli occhi color fumo. Mentre percorreva il corridoio per tornare nello studio di Maggie, rimuginava su quel sogno, ma fini col decidere di non farne cenno. L’unico comportamento ammissibile, in casi come quello, era di scusarsi, ringraziare e filare.
Maggie tuttavia, non aveva l’aria di aspettarsi niente di simile. Anzi, insistette: — Bevete almeno il caffè. Me ne infischio che gli altri inquilini di questa topaia vedano uscire un uomo dal mio appartamento a quest’ora, ma mi seccherebbe se pensassero che do ospitalità a un fantasma.
Casey cominciò a sorbire il caffè, sospirando: — Suppongo che vi aspettiate una spiegazione — disse. — Spiacente, ma non ne ho. Per me, la serata di ieri è una zona buia, e non ricordo assolutamente che cosa sia successo. — Vedendo che la donna lo fissava in modo strano (a meno che non fosse il suo viso a essere strano di per sé), aggiunse: — Mi dispiace.
— Lasciate perdere. Non lo sapete che Chicago è una città accogliente? A noi piace che i turisti di classe si divertano.