Pionieri dell’infinito
PARTE PRIMA
La scoperta
1
Al suo ritorno a casa c’era la neve ad accoglierlo. La vide dal tassì e la detestò, gelida, farinosa neve di gennaio. Devan Traylor la conosceva bene la neve di Chicago. Pensate, si infilava dappertutto portando ondate di freddo, e si ammassava fin davanti alla porta delle case.
Mai la neve gli aveva suscitato sentimenti così esasperanti come adesso, che dalla Florida era stato richiamato a Chicago dall’urgente appello di una donna che annunciava qualcosa di grave. Aveva atteso tre anni una vacanza, e proprio quando l’aveva raggiunta e se ne stava nella sua casetta sul mare, gii era arrivata la chiamata.
La signorina Treat aveva ripetuto con insistenza che qualcosa non andava.
Forse quelli della “Inland Electronic” avevano aspettato deliberatamente che lei fosse via, per agire di testa loro? Non gli sembrava probabile. Li conosceva troppo bene. D’altra parte credeva di conoscere bene anche Beatrice Treat, la cui voce al telefono era singolarmente sommessa e circospetta. Gli aveva detto che non poteva arrischiarsi a parlare chiaramente, e tutto ciò non rientrava nel suo usuale modo di agire.
Non c’era via di scampo: aveva dovuto tornare.
Le aveva telefonato appena arrivato, dall’aeroporto, ma la risposta datagli con una freddezza incredibile, aveva confermato che lei non gli avrebbe detto niente fino a che non si fossero visti.