A quel punto, Traylor aveva perso la pazienza e riattaccato il ricevitore con forza. Poi aveva guardato fuori dai vetri della cabina telefonica, e osservando i primi volteggi della neve, si era sentito improvvisamente angosciato al pensiero che, anche quando fossero stati a faccia a faccia, lei potesse tacere ancora.

Ma aveva scartato subito tale idea. Oltre al suo regolare stipendio di segretaria, la signorina Treat riceveva un compenso a parte proprio per tenerlo informato dei fatti che avrebbero potuto sfuggirgli. Lo ammetteva, talvolta doveva separare ciò che era puro pettegolezzo dal lavoro d’ufficio, ma questo soltanto per un eccesso di zelo da parte sua.

— Volete ripetermi l’indirizzo? — L’autista del tassì si appoggiò un po’ all’indietro e curvò la testa da un lato per aspettare la risposta.

— Non ho dato indirizzi — disse Devan. — È una taverna due isolati a est della “Inland Electronic”, come ho detto prima.

Il tassì si fermò davanti alla “Taverna del Pavone”. Devan pagò e. tenendo forte il cappello contro il vento, percorse il breve tratto che lo separava dalla taverna ed entrò.

Non c’era mai stato prima e ora, guardandosi attorno, si domandava se aveva fatto bene a scegliere quel luogo. Gli scambi di confidenze tra lui e Beatrice Treat si svolgevano generalmente nel suo ufficio: ma a quell’ora, tanto più che lui avrebbe dovuto essere ancora a crogiolarsi al sole della Florida, il suo ufficio non sarebbe stato molto opportuno.

La taverna traeva il proprio nome da un vecchio e polveroso pavone imbalsamato esposto in vetrina, la cui effige era stata riprodotta più volte sulle pareti interne. Alcuni clienti che erano al bar, lo seguirono con occhi indifferenti e quindi ripresero le loro occupazioni. Riconobbe subito la signorina Treat attraverso la fitta cortina di fumo e si diresse senz’altro verso di lei. Notò subito l’espressione preoccupata dei suoi occhi.

— Signor Traylor! — esclamò alzandosi. — Sono così spiacente! — Non l’aveva mai vista così depressa.

— Smettete di scusarvi e sedetevi — rispose Devan ruvidamente, togliendosi il cappotto e appendendolo.

— Ma non potevo fare diversamente! — Stava per piangere e così Devan, sedendosi, dovette prenderle le mani per confortarla.