— Non sapevo se facevo bene o male a chiamarvi, ma dovevo pur decidermi. Non ho fatto che pensarci e…

Una cameriera emerse dall’aria densa che li circondava e Devan ordinò due cognac.

Beatrice Treat era una donna piuttosto robusta, aveva passato da un po’ la trentina, ma aveva conservato la grazia e l’avvenenza proprie di una ragazza.

Questa e altre sue qualità come lo zelo inesauribile, l’efficienza e la lealtà, l’avevano imposta agli occhi di Traylor nella scelta di una segretaria dopo l’arrivo alla “Inland Electronic”. Di tale scelta, Devan non ebbe a pentirsene. Spesso dovette ammettere che non avrebbe potuto fare in tre anni tutto quel lavoro senza di lei.

Beatrice era semplice e naturale e, quando si trattava del bene della “Inland” e di Devan Traylor, non aveva esitazioni di sorta, anche se ciò l’aveva spesso messa in situazioni difficili e imbarazzanti.

Era la prima volta che la vedeva con un eccentrico cappellino con una piuma rossa e la veletta; doveva inoltre riconoscere che l’abito di raso nero che indossava, le stava veramente bene. A dir la verità, quell’abbigliamento lo stupì un poco, abituato com’era a vederla in ufficio con abiti severi.

Era però così pallida e angustiata che il vederla arrossire mentre le dava piccoli colpetti affettuosi sulla mano gli fece piacere.

— E ora, su, cosa avete da dirmi?

— Non so come cominciare — disse. — È tutto così terribilmente confuso. Ho creduto opportuno farvi tornare prima della riunione del Consiglio. Hanno stabilito di spendere… fino a un milione di dollari.

Devan sussultò. — Un milione di dollari? Per che cosa?