— Già. Il vetro e le batterie, le radio, le ghiacciaie, i motori a benzina, le macchine elettriche…

— Okay. — Orcutt batté leggermente la sua pipa di argilla sui sandali di cuoio. — E perché tornare ai vecchi sistemi? Certo, noi faremo del vetro, ma non ci specializzeremo in questo campo. È del tutto inutile ritornare all’Età del Bronzo, quando abbiamo qualcosa di meglio del bronzo.

— Dobbiamo parlare dell’Ago — lo richiamò Devan.

— Certo. So che l’Ago viene in prima linea. Ma ci vorranno anni.

— Non torneremo mai se Costigan non la pianta di bere e non si mette a buttar giù qualche diagramma.

— Costigan vi sta aspettando — disse Orcutt. — E adesso il nostro Walter sta fabbricando materie plastiche. Pensateci! Siamo dei pionieri e siamo già arrivati alle materie plastiche! Parlategli, Walter. Devan vi darà tutto il suo appoggio per l’acciaio che vi occorre.

— Gus Nelson si metterà a vostra disposizione — disse Devan — io penso di affidargli l’officina, non appena le cose saranno organizzate definitivamente. Ma cosa desiderate, Walter?

— Be’, probabilmente avrete un’idea delle quantità di materiale che gli uomini hanno sempre gettato via per anni e che è tutto materiale buono.

— Volete dire roba come residui di carbone, sottoprodotti del grano, e così via?

— Proprio. Bene, noi possiamo fabbricare piatti, tazze, bicchieri e un’infinita quantità di altre cose, signor Traylor. — Renthaler era un po’ timido. La sua voce era bassa, i suoi modi gentili.