— Ma per quanto riguarda i denti?

— Li ricaverò dai denti degli animali. Ci sono capre in giro, no? — Rise e poi: — Vi rendete conto che una dentiera d’oro costerebbe normalmente cinquecento dollari? — Si fregò le mani allegramente. — Sarà un esperimento. Solo un esperimento. Spero solo che si possa trovare molto oro.

“Che magnifico aspetto ha Orcutt” Devan pensò. “Non è mai stato così bene da quando lo conosco. È abbronzato e snellito. E la barba gli dà un aspetto profetico”.

— Ottimo pranzo — stava dicendo Orcutt spingendo indietro la sedia, assemblata da bande di cuoio che scricchiolavano un po’. Stava fumando con visibile soddisfazione.

— Buono davvero — fece eco Renthaler. Renthaler, o più precisamente Walter Renthaler, era un ragazzo sui venticinque anni al massimo, grassoccio, allegro, dall’espressione vivace e dai capelli rossicci. Orcutt l’aveva condotto con sé a pranzo. Diceva di avere qualcosa da discutere con Devan.

Certamente qualcosa che riguardava la chimica, Devan si immaginò. Renthaler aveva risolto il problema del sapone, rendendosi benemerito presso tutte le donne. Era un chimico industriale e si era trovato per caso nel quartiere dell’Ago, dove era andato a trovare un amico.

Se ne stavano seduti fuori, respirando un’aria profumata, mentre la luce delle candele, proveniente dall’interno, creava strane ombre sul pavimento. Betty lavava i piatti dietro la casa.

— Siamo stati fortunati ad avere Walter con noi — disse Orcutt — risolverà la faccenda.

— Vi prego, Orcutt — si schermì Renthaler — io ero specializzato nel campo dei dolci. E so solo un po’ di chimica elementare.

— Ben più di un po’ — ribatté Orcutt. Si volse a Devan: — Desidero che sentiate quello che Walter deve dire. Da principio, potreste non arrivare subito al punto, così ve ne parlerò io. Abbiamo considerato il problema del vetro, vero?