— Ci avevamo pensato. Venite.
Proseguirono il loro cammino, oltrepassando il negozio di terraglie, il laboratorio dove si stava studiando il vetro e dove Basher, affaccendatissimo, li salutò con la mano dall’interno.
Quindi passarono davanti a una piccola costruzione dalla quale usciva un odore caratteristico, familiare a Devan ma, pensò lui, non certamente altrettanto a Sudduth.
— È la nostra cantina per la distribuzione di vino e alcoolici. A capo ne è il dottor Costigan.
— Molto interessante — rispose Blaine semplicemente, facendo eco a quanto Sudduth aveva detto sino a quel momento.
— Per nulla interessante — si scagliò invece questa volta Sudduth. — L’alcool è il nemico dell’uomo, il distruttore del suo corpo, lo sfacelo della sua mente.
— Costigan non sarebbe certo d’accordo con voi — disse Sam Otto — e io gli do ragione.
— Del resto — disse Orcutt — abbiamo qui anche due dottori.
— Due dottori? — Sudduth lo guardò con espressione incredula, quindi disse acidamente: — Non ci state conducendo dai nostri sei?
Il giro che Orcutt fece loro fare incluse l’area di fabbricazione della carta, dei fiammiferi, i telai che lavoravano il lino e un po’ di cotone che si era trovato, e il laboratorio di falegnameria.