— Ehi! — esclamò Sudduth, vedendo un uomo che vi lavorava. — Ha un “martello”!
— Già — rispose Devan — gliel’ho fatto io.
— Voi?
— Sì, abbiamo impiantato una piccola acciaieria e ci stiamo ingrandendo un po’ per volta.
Sudduth scosse la testa. — Se il nostro buon Signore ci avesse concesso queste cose, avrebbe lasciato che passassero di qui con noi.
— Ma ci ha lasciato portare le nostre teste — disse Orcutt — con le quali ci siamo dati da fare costruendo tutte queste cose. Se continueremo ad averle, tra un po’ impianteremo una piccola tessitura che darà vestiti a tutti noi. C’è una donna che prima filava e ci ha assicurato che in un giorno può fabbricare la stoffa giusta per un vestito. Tra le donne abbiamo poi numerose sarte, che taglieranno gli abiti. Figuratevi che stiamo costruendo anche un laboratorio chimico. C’è un giovane chimico tra noi che si dedicherà alle materie plastiche. Come vedete, stiamo modernizzandoci né più né meno di quando eravamo “là”.
— Ah! — urlò Sudduth — ma la vendetta di Dio scenderà su tutti noi a causa vostra e ci saranno sciagure per tutti!
— Amen — fece Blaine.
— Quante cose meravigliose faremo! — seguitò Devan. — E non ripeteremo più gli errori dei nostri padri. Vi posso fare qualche esempio. Gli indiani per intenerire la carne la mettevano tra le foglie dell’albero detto “paw-paw”. Quando l’uomo bianco scoprì questa loro usanza pensò che si trattasse solo di un rito, mentre invece c’è realmente qualcosa in queste foglie che ammorbidisce la carne. Perché non farlo ora? Abbiamo il vantaggio di tutto un passato, vedete.
“Secondo, pensate un po’ al monosodio glutammato, il sale che rende migliori i nostri cibi. Noi eravamo così sciocchi da gettarlo via quando estraevamo lo zucchero dalle barbabietole, pensando che fosse solo un inutile sottoprodotto. Questo, fintanto che non ci rendemmo conto del nostro sbaglio. E qui lo possiamo utilizzare benissimo. E poi, abbiamo trovato, oltre a queste, alcune cose diverse da come erano sul nostro mondo: conigli con una lunga coda e scoiattoli bianchi e i fiori cosiddetti ‘bellezze di primavera’ a sei petali, ma in definitiva suppergiù è sempre la stessa cosa. Possiamo quindi rendere questo luogo come lo desideriamo”.