— Voi non lo farete! — Sudduth era furibondo. — Non vi basta quello che è successo con la prima di queste macchine infernali? Il segno di Dio non vi ha colpito abbastanza? Questo è il vostro inferno, non capite? E anche il nostro perché non vi abbiamo impedito di mettere in esecuzione i vostri piani.

— Ma voi ci mandaste Orvid Blaine.

— Sì, ma non riuscì a convincervi. E ora non potete fare un altro Ago. Il castigo di Dio, la seconda volta, sarebbe terribile!

— E state calmo!

— Nessuno può dire al signor Sudduth di stare calmo!

— Piantala, Orvid — urlò Sudduth. — Ce ne andiamo; e voi, tenetevi pure i sei. Mi rifiuto di avere a che fare con gente cieca al segno di Dio.

L’indignazione di Sudduth fu coronata dal solito “Amen” di Blaine.

15

Ai primi di ottobre, Devan riuscì ad avere la sua parte di vetri per le finestre della casetta. Durante il giorno l’aria non dava molto fastidio, ma le notti erano già fresche. Così si diede da fare per avere il vetro, pensando che se questo Illinois del Nord assomigliava all’altro, presto si sarebbero avuti temporali e venti gelidi anche di giorno.

Gli venne annunciato, una domenica pomeriggio, che il suo vetro era pronto e con Betty si recò al negozio di Basher a prenderlo. Betty e lui furono tra gli ultimi nel campo ad avere il vetro, e questo perché Devan non voleva assolutamente approfittare della sua privilegiata situazione, in quanto amico di Orcutt, e per di più c’erano famiglie che ne avevano maggior bisogno di loro, famiglie con gente anziana, bebé e malati, sebbene di questi ultimi ce ne fossero pochissimi. Veramente pochi, pensò Devan, per quanto avessero per ogni evenienza un ospedale che era stato una delle loro prime realizzazioni.