Il primo vetro ottenuto era fragilissimo, verde, quasi opaco e Basher stava cercando di migliorarlo, quando Elmo Hodge, l’astronomo dilettante, seppe dei suoi tentativi e gli diede utilissimi consigli tra i quali come correggere il colore con l’aggiunta di sostanze chimiche che ne avrebbero creato uno complementare, eliminando ogni tinta non desiderata. Sapeva tutto ciò perché, per il suo lavoro intorno ai telescopi, era venuto a contatto con lenti e ottici. Hodge si interessò molto della cosa e si affiancò a Basher aiutandolo a costruire dapprima semplici vetri per finestre, ma progettando però la costruzione di lenti per telescopi, binocoli e microscopi.

— Se ben ricordo — disse Hodge — dovete sostituire il potassio per avere un vetro solido, e un po’ di calcio con del piombo per ottenere il vetro adatto alle lenti. — Si fregò le mani: — Dopo di ciò, potremo dedicarci a diversi tipi di vetro, tra cui il Pyrex e le lenti affumicate. Ci vorrà del tempo, ma ne varrà la pena. — Queste ultime parole Devan, ultimamente, le aveva sentite spessissimo e lui stesso le aveva dette mille volte.

Il vetro che Devan e Betty si portarono a casa era già migliore rispetto al primo: infatti aveva solo una traccia di verde ed era quasi del tutto trasparente. Le finestre erano state costruite in base a una misura standard, adottata dal campo, i vetri fabbricati secondo questa misura, uguale per tutte le finestre, potevano essere inseriti con la massima facilità.

Devan prese ogni precauzione nel sistemarli al loro posto e Betty insisté per aiutarlo e così mentre Devan sparse il mastice tutt’intorno al legno che formava l’intelaiatura della finestra, il compito di Betty fu quello di inserire i vetri nello spazio apposito e di far sì che aderissero perfettamente al mastice. Poi si preoccupò di aggiungere il mastice anche esternamente.

Quando Devan ebbe finito il lavoro alla prima finestra, Betty era solo a metà del suo. Non perché fosse più lenta, ma perché aveva altro da fare per la casa. Così Devan girò intorno al “cottage” e la trovò intenta a curare i suoi fiori.

— Siete il capo? — chiese lei.

— Già. Ci andate un po’ piano col lavoro.

— Se non mi aumentate la paga, certo.

— Avete una ricompensa più che sufficiente.

— Bene, mi dimetto da questo momento.