Sul volto di Betty calò un’ombra di tristezza e di preoccupazione e si allontanò verso la cucina seguita con gli occhi da Devan. Lui sapeva che cosa stava pensando Betty.
— Ricordi l’ultima volta? — gridò lei dalla cucina.
Devan sospirò. Come avrebbe potuto dimenticarsi di quando Basher era entrato nell’Ago anche se erano passati dieci anni? E per associazione di idee si ricordò della signora Basher che non voleva credere che Basher fosse entrato nella macchina, e quindi era andata alla polizia. Aveva parlato a Basher di questo?
— Ma non succederà come l’ultima volta, vero Dev, quando la prova fallì?
— No certo, o almeno la persona che ci passerà dentro non andrà a finire nel lago.
— Ne sei sicuro, Dev?
— Ti ricordi il piccolo Ago che abbiamo costruito?
— Quello in cui potevi solo introdurre la tua mano?
— Proprio. Se avessimo potuto capire qualcosa da quello piccolo, ci saremmo accontentati di quello. E non ci saremmo messi in questo guaio, se pure si può chiamare guaio. — Devan spense la sigaretta e andò in cucina a versarsi qualcosa da bere, mentre Betty preparava il pranzo. — Anche qui, per cominciare, il dottor Costigan ne costruì un modello ridotto, dove poteva passarci un braccio, ma questa volta non ha funzionato.
— E perché?