— Non te l’avevo detto?

— Forse me ne sono dimenticata.

— Trovammo qualcosa di solido. E così la mano non poteva passare. Poi ci accorgemmo che dall’altra parte dell’Ago c’era il sottosuolo. Allora spostammo, un po’ per volta, l’Ago con tutta l’attrezzatura elettrica sulla collina. Ci volle un po’ di tempo, ma trovammo che, infilando una mano, si poteva sentire la terra. Questa volta quindi non ci sarà pericolo di finire in un lago, ma potremo passare dall’Ago e poi tornare indietro.

— Sei molto ottimista, tu, Dev — disse Betty.

— Cosa te lo fa pensare? — chiese Devan.

— Perché pur non essendo ancora passato nessuno nell’Ago, tu sei perfettamente convinto che tutto andrà per il meglio.

— Ci abbiamo lavorato dieci anni e, questa volta, il frutto delle nostre ricerche e della nostra esperienza non andrà perduto.

— Mi vuoi spiegare una cosa, allora? Devan finì di bere. — Che cosa?

— Come farai a sapere di essere a Chicago?

Devan arrossì leggermente e si agitò. Aveva toccato il punto dolente, si disse, ma non voleva lasciarle intuire un minimo di sfiducia da parte loro…