— Deve aspettare, Gus — gli rispose Orcutt. — Cominceremo a sfilare non appena ognuno avrà il suo numero e si sarà stabilito un ordine. Altre domande?
Un uomo nella folla desiderò sapere com’era la Chicago che Tooksberry aveva visto.
— Howard dice che è la stessa che conobbe allora.
— È quello che temevo — disse l’uomo.
La gente rise.
— Benissimo — disse Orcutt — siamo tutti pronti? Venite tutti con ordine a prendere i vostri numeri.
“Ormai” pensò Devan “non potrà succedere altro che tutti verranno a prendersi i loro numeri e scopriranno che al di là dell’Ago non c’è nessuna Chicago”.
Orcutt tolse dalla bacheca il primo numero. Nessuno si mosse.
La gente stessa era stupita.
Orcutt tornò al tavolo. — Non mi avete sentito? Non volete prendere i biglietti e poi entrare nell’Ago? È per tornare a Chicago.