— Sentite qualcosa? — Devan chiese.
— Vagamente.
— Benissimo — disse Devan, togliendo il suo braccio.
Orcutt estrasse a sua volta il suo e cominciò a massaggiarlo.
— Accidenti, se è freddo dentro là — disse.
— Siete convinto, ora, signor Traylor? — chiese Costigan.
Devan annuì. Non poteva negarlo per il momento.
— Bene, Devan? — fece Sam.
Devan stava osservando con attenzione il dottore che toglieva tutti i vari fili, e non rispose. Tutto era così terribilmente confuso nella sua mente, e così recente era stata l’esperienza che non c’era senso a parlarne. Era come assistere a una rappresentazione fantastica o leggere un libro talmente avvincente da non desiderarne mai la fine, per non trovarsi di nuovo a contatto con la realtà, realtà assai meno interessante; ma poi, sapendo bene che la fine ci deve essere per forza, una volta arrivati, ci si accorge che anche le cose trascurabili riprendono la loro importanza e si è obbligati a considerarle con la dovuta serietà.
— Mi sembra di avere fatto una certa impressione su Devan — disse Orcutt. — So che è difficile crederci, Dev, ma è vero. Quando arrivaste qui, non vi aspettavate di sicuro una cosa del genere. Ora avete visto l’incredibile e ne siete stupefatto.